TikTok è come una droga? I dubbi dell’Unione europea e quella causa simile ai colossi del tabacco (finita in patteggiamento)

La Commissione Europea ha annunciato, dopo un’indagine avviata a febbraio 2024, di avere riscontrato una violazione del Digital Services Act da parte di TikTok il cui «design crea dipendenza». Cosa significhi questo rilievo lo ricostruisce oggi il Corriere della Sera. La piattaforma social, con 2 miliardi di utenti (200 milioni in Europa), ha scorrimento infinito, riproduzione automatica dei video, le notifiche push che richiamano l’attenzione dell’utente distratto e un sistema di algoritmo che si personalizza sull’utente. Per la Commissione inoltre TikTok non pone «ragionevoli, proporzionate ed efficaci» misure per mitigare questi rischi. Il colosso ha respinto totalmente le accuse «Le indagini preliminari della Commissione descrivono la nostra piattaforma in modo completamente falso e privo di fondamento. Faremo tutto il necessario per contrastare tali accuse con ogni mezzo a nostra disposizione».
Il patteggiamento negli Usa
Ma è davvero così? Perché c’è una causa che ha affrontato TikTok negli Usa. Si tratta, riporta la testata, di un enorme procedimento penale (con oltre mille querelanti) sullo stile delle cause fatti negli anni 90 contro le industrie del tabacco. Sotto accusa Meta, Google, ma non Bytedance (la società di TikTok). Questo perché TikTok, come Snapchat, ha deciso di patteggiare, pagando una somma che non è stata resa pubblica alle famiglie che hanno denunciato depressione, atti di autolesionismo, disturbi alimentari per l’uso di questi social. Non solo. A fine 2025 uno studio della Baylor University del Texas ha confrontato tre prodotti social diversi ma simili: TikTok, Instagram Reels e Youtube Shorts. La valutazione è avvenuta in base a tre parametri: facilità di utilizzo, accuratezza delle raccomandazioni e serendipità (cioè sorpresa). Il colosso cinese vince su tutte con una immersione dell’utente estremamente continua.
