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La truppa di Vannacci rivendica lo strappo col governo Meloni. Ma sulla fiducia per l’Ucraina potrebbe assentarsi

10 Febbraio 2026 - 16:07 Federico D’Ambrosio
ziello pozzolo sasso vannacci
ziello pozzolo sasso vannacci
I tre parlamentari non si sbilanciano sul voto di sostegno al governo, distinto da quello sul provvedimento: «Siamo alternativi alla sinistra, ma deciderà il generale»

Il gruppetto parlamentare di Roberto Vannacci si dà appuntamento davanti a Montecitorio subito dopo il discorso dell’ex alleato – ma mai amato dal generale – Guido Corsetto che pone la questione di fiducia. Sorridenti tutti e tre, Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo, anche perché il blitz sul decreto Ucraina ha portato ad un primo risultato politico: davanti all’ipotesi che fosse messo in votazione e raccogliesse più di tre voti o assenze strategiche, il governo guidato da Giorgia Meloni ha preferito non rischiare e far decadere tutti gli emendamenti.

La proposta «di pace»

«L’emendamento è un testo di Futuro Nazionale che mette al centro la pace. Continuare a dare sostegno militare all’Ucraina non sta portando ai risultati sperati», spiega Emanuele Pozzolo anticipando che il medesimo testo sarà ora trasformato in un ordine del giorno che ripropone il concetto: «Sarà importante invece lavorare alla pace, anche attraverso i canali vaticani, Futuro Nazionale sta lavorando agli interessi del paese», dice. Nella pratica del voto politico, però, la dichiarazione non arriva a quello che sarà il primo nodo concreto: votare oppure no la fiducia al governo. Su questo i tre parlamentari non si sbottonano, ipotizzano il voto contrario, ma lasciano intendere che sia il voto favorevole sia l’astensione, o meglio l’assenza al momento del voto, sono tra le ipotesi più concrete. Anche perché i «vannacciani» vogliono lasciare aperto il canale di dialogo col governo.

Il dialogo con la maggioranza

«Noi ci consideriamo interlocutori naturali del centrodestra», «siamo convintamente alternativi alla sinistra» e «nelle prossime votazioni in Aula lo dimostreremo”, si sbilancia Ziello: «La strategia la decide Vannacci, ci darà indicazioni. Un conto è esprimersi sulla fiducia al governo, un conto è il voto nel merito del decreto». Nel frattempo, prosegue Sasso, si lavora ai primi progetti di legge, su tre temi: «Remigrazione, sicurezza e famiglia, li presenteremo presto».

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