Quella volta che Elio e le Storie Tese vinsero Sanremo: «Me lo confermò un carabiniere»

Stefano Belisari in arte Elio torna a raccontare di quella volta che le sue Storie Tese vinsero il Festival di Sanremo. In un’intervista al Corriere della Sera il cantante ricorda: «Mi interrogò un carabiniere. E mi chiese cose assurde, se Baudo aveva interferito nella composizione del pezzo. Off the record mi disse che avevamo vinto noi, ma non si poteva dire fino alla chiusura delle indagini. Non mi risulta, all’oggi, che siano mai state chiuse. Oltretutto Giorgia mi confessò, anni dopo, di aver vinto lei…». Eppure «la gente mi incontra: “Ah, quella volta che avete vinto il Festival”. E dire che a noi sarebbe bastato arrivare ultimi».
Elio e Le Storie Tese a Sanremo
“La terra dei cachi” in realtà arrivò soltanto seconda. Vincendo però il premio della critica. Elio racconta che il gruppo non voleva partecipare: «Baudo ci pressava da almeno due anni. Non ne avevamo nessuna intenzione. Ma, alla fine cedemmo e ci dicemmo “Andiamoci con un pezzo bruttissimo” e decidemmo di fare la parodia dell’artista impegnato, mettendo insieme tutta una serie di luoghi comuni che sembrava impossibile fraintendere». Poi capì che invece era il brano giusto: «All’esordio quando la cantammo per la prima volta in pubblico. Finita l’introduzione, quella dei parcheggi abusivi, le signore ingioiellate in prima fila iniziarono a battere le mani su “Italia sì/Italia no”. Ci guardammo: “L’abbiamo fatta grossa”».
La notorietà
A quel punto scoppiò la notorietà: «Fino al giorno prima non ci riconosceva nessuno. Dopo la prima esibizione vidi le signore al super che mi guardavano come mai prima». Prima di diventare professionista con la musica Elio era un ingegnere: «Mi occupavo della gestione di una rete interbancaria. Ma dopo i primi due dischi, avevo lasciato. Passato Sanremo, la band divenne ufficialmente un lavoro». Poi ricorda Baudo: «Un grande uomo di spettacolo. Ancor più coraggioso è stato quando ci affidò il Dopofestival nel 2008. Ci disse di fare quello che volevamo, senza censure preventive o timori di sorta».
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Beppe Vessicchio
E Beppe Vessicchio: «Come si divertiva quando decidemmo di fare tutta la canzone in un minuto. È stato l’ultimo grande direttore d’orchestra al Festival. Oggi vanno tutti, basta gesticolare con le braccia». Sul caso Venezi, infine, «Sto tutta la vita con l’orchestra. È un mondo, quello classico, dove fortunatamente ancora ci sono le competenze. In questa vicenda, per quel che vedo, c’è chi invece cerca di far prevalere l’amichettismo sulla competenza».
