Identità di genere, in Gran Bretagna si potrà scegliere fin dalle scuole elementari: «Cambio di nome, pronome e divisa». È polemica

È scoppiata la polemica nel Regno Unito dopo la presentazione delle nuove linee guida del governo laburista guidato dal premier Keir Starmer. Il documento consente, in alcuni «rari casi», agli alunni delle scuole inglesi di modificare l’attribuzione di genere all’interno degli istituti anche a partire dai quattro anni. Le indicazioni, contenute nel testo intitolato Keeping children safe in education 2026, sono state illustrate dalla ministra dell’Istruzione Bridget Phillipson con l’intento dichiarato di offrire «consigli pragmatici» su un tema particolarmente delicato, evitando che diventi terreno di scontro politico. Non è però bastato. È proprio quello che sta accadendo dopo la decisione di concedere agli alunni delle scuole primarie di utilizzare nomi, pronomi e uniformi diversi da quelli associati al sesso biologico nei rapporti con compagni e insegnanti, nell’ambito della cosiddetta «transizione sociale» di genere. Allo stesso tempo, alle scuole viene raccomandata la massima cautela. Il documento sottolinea che il percorso di cambiamento di genere è «irreversibile» e che ogni decisione deve essere presa con il consenso dei genitori e previo parere medico.
Cosa c’è scritto nel documento?
«Ci si aspetta che gli insegnanti rispondano alle richieste di transizione sociale con prudenza, ma il benessere dei bambini dovrà essere prioritario, il che implica la necessità di flessibilità», si legge nel documento. Si tratta di un approccio radicalmente differente rispetto a quello adottato dai precedenti governi conservatori, che prevedeva un divieto assoluto dell’uso di pronomi diversi da quelli determinati dal sesso di nascita per i bambini che frequentano la scuola elementare.
La titolare dell’Istruzione nel governo ombra dei Tory, Laura Trott, ha duramente criticato i cambiamenti introdotti dall’esecutivo di Starmer: «Gli alunni della scuola primaria non dovrebbero affatto trovarsi a gestire cambiamenti di pronomi. Eppure, incredibilmente, le linee guida del Labour aprono la porta alla possibilità che bambini di appena quattro anni vengano chiamati in un modo che non riflette il loro sesso biologico».
Lo scontro politico
Critica anche Maya Forstater, responsabile dell’associazione Sex Matters, impegnata nella difesa del principio del sesso biologico, secondo cui permettere ai bambini l’attribuzione di genere rischia di rivelarsi come una «fiaba pericolosa». Il governo laburista ha dichiarato di aver seguito le indicazioni provenienti dalla pediatra Hilary Cass, ex presidente del Royal College of Pediatrics and Child Health, che nel 2024 aveva prodotto un ampio rapporto in cui raccomandava molta più cautela nell’assistenza ai giovani transgender, criticando in particolare la terapia ormonale e gli approcci radicali a una materia complessa. La stessa baronessa Cass ha accolto con favore le nuove linee guida, destinate a entrare in vigore dopo un periodo di consultazione di dieci settimane, che includono fra l’altro l’indicazione alla separazione degli spazi in base al sesso biologico, a partire dai bagni, come stabilito l’anno scorso dalla fondamentale sentenza della Corte Suprema britannica sul riconoscimento del valore legale del sesso di nascita.
