Casco vietato a Heraskevych, le polemiche sugli atleti russi e lo sponsor sanzionato per la guerra in Ucraina

L’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych è stato squalificato per aver indossato un casco dedicato alla memoria degli sportivi ucraini morti a causa dell’invasione russa in Ucraina. Mentre un omaggio ai caduti viene sanzionato, sulle piste gareggiano atleti russi sotto status neutrale, mentre in Russia la loro stessa federazione è sponsorizzata da una società inserita nelle liste di sanzioni internazionali per il suo ruolo nel settore strategico russo legato alla guerra: la Energon LLC.
Lo sponsor ufficiale della Federazione russa di slittino
Sul sito di Energon LLC è presente un comunicato in cui si annuncia che, a partire dal 1 settembre 2023, l’azienda è sponsor ufficiale della Federazione Russa di Slittino.

Energon è una società con sede a San Pietroburgo attiva nel settore energetico e tecnologico, specializzata nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni per la generazione e lo stoccaggio di energia, batterie industriali e componenti elettronici.
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Nel sito aziendale compaiono anche prodotti e componenti destinati a UAV, veicoli aerei senza pilota, ossia droni.

Le sanzioni contro Energon
Energon LLC è inserita nella lista delle entità sanzionate dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (OFAC) ai sensi dell’Executive Order 14024, che colpisce settori strategici dell’economia russa nel contesto della guerra contro l’Ucraina.
L’inchiesta di The Insider sui droni
Le motivazioni ufficiali riguardo le sanzioni fanno riferimento all’appartenenza al settore tecnologico ed energetico russo considerato strategico, senza contestare formalmente un coinvolgimento diretto in operazioni militari. Tuttavia, un’inchiesta di The Insider, dal titolo “Catching spiders: Russia’s drone companies and sanctions evasion“, analizza la rete di fornitori che sostiene la produzione dei droni russi utilizzati nel conflitto.
Secondo l’inchiesta di The Insider, Energon LLC rappresenterebbe uno dei “chokepoint”, cioè punti di snodo critici nella rete di approvvigionamento per due aziende: la Special Technology Centre (STC) e la Zala Aero, entrambe sanzionate da Stati Uniti, Regno Unito ed Unione europea, che producono rispettivamente l’Orlan-10, un drone da ricognizione, e il Lancet-3, una munizione circuitante.
Le polemiche social contro il Cio
La decisione di escludere Heraskevych ha scatenato una forte reazione sui social, soprattutto negli ambienti pro Ucraina. L’account Instagram Forzaucraina.it ha accusato il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) di adottare un doppio standard, dove da una parte un atleta ucraino viene escluso per aver reso omaggio ai compagni caduti, mentre dall’altra due slittinisti russi, Pavel Repilov e Daria Olesik, vengono autorizzati a competere come “neutrali” pur appartenendo a una federazione sponsorizzata da una società sanzionata e collegata alla filiera dei droni impiegati nella guerra.

Sulla stessa linea l’account X Saint Javelin, molto seguito nel mondo pro Kiev, che ha evidenziato la contraddizione tra il divieto imposto all’atleta ucraino e la partecipazione di atleti russi legati a un sistema sportivo sostenuto da una realtà aziendale inserita nelle liste di sanzioni internazionali.

Il logo non compare durante le competizioni olimpiche, dove vigono regole stringenti sulle sponsorizzazioni e sull’esposizione dei marchi. Tuttavia, il punto sollevato dalle critiche non riguarda soltanto la presenza o meno del logo durante le gare olimpiche, ma il principio di coerenza. Per i contestatori, la neutralità non può essere solo formale, limitata all’assenza di bandiera, se alle spalle resta un sistema sportivo sostenuto economicamente da una società colpita da misure restrittive legate alla guerra.
