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La prima medaglia d’oro del Brasile alle Olimpiadi invernali, chi è Braathen che ha cambiato paese per tornare in gara

14 Febbraio 2026 - 14:45 Giulia Norvegno
Braathen a Milano-Cortina per il Brasile
Braathen a Milano-Cortina per il Brasile
Sei vittorie in carriera in Coppa del Mondo per il campione con padre norvegese e madre brasiliana. La rottura con la federazione scandinava sugli sponsor e il team messo in piedi da zero

Lucas Pinheiro Braathen ha vinto il gigante olimpico di Milano Cortina 2026 a Bormio, sotto una fitta nevicata, precedendo gli svizzeri Marco Odermatt e Loïc Meillard. Si tratta della prima medaglia in assoluto per il Brasile in un’edizione invernale dei Giochi. Braathen, nato in Norvegia nel 2000 da padre norvegese e madre brasiliana, gareggia sotto bandiera verdeoro dal 2024, dopo aver interrotto la carriera con la federazione norvegese nell’ottobre 2023 per contrasti legati alle sponsorizzazioni. L’annuncio dell’addio arrivò a Sölden, in lacrime: «Mi sono ritrovato in una situazione in cui sentivo di aver perso il motivo per cui avevo iniziato a sciare. Avevo bisogno di staccarmi dallo sport e di non pensare alla carriera per una volta».

Chi è Braathen, lo sciatore brasiliano-norvegese

Il ritorno è arrivato alla fine del 2024, con il secondo posto nel gigante di Beaver Creek, primo podio di un brasiliano nella storia della Coppa del Mondo, migliorato dalla vittoria nello speciale di Levi nel novembre 2025. Il legame con il Brasile risale all’infanzia: trasferitosi a San Paolo a tre anni dopo la separazione dei genitori, è poi tornato in Norvegia con il padre senza mai perdere il rapporto con il Paese della madre Alessandra. Una ventina di traslochi in giro per il mondo, una casa presa anche a Milano. Come ha spiegato a Olympics: «Amo l’Italia, amo le montagne, amo la città. Fare base lì è un vantaggio per me. Ancora di più ora l’Olimpiade si disputa in Italia».

Il team di Braathen

Senza più la struttura della nazionale norvegese alle spalle, Braathen si è costruito un team privato di alto profilo. Al suo fianco ci sono l’allenatore storico Peter Lederer, Mike Pircher, ex coach di Marcel Hirscher, e il preparatore atletico Kurt Kothauber, che in passato ha lavorato con Odermatt. Una squadra su misura per un atleta che alla vigilia del rientro aveva dichiarato: «Sono tornato alle mie condizioni e con una libertà che mi permetterà di fare la differenza che cerco». E la differenza, a Bormio, l’ha fatta.