L’incubo per Rebecca Passler non è finito, il caso doping ancora aperto: i rischi sulla medaglia per tutta la squadra azzurra

La vicenda antidoping di Rebecca Passler non si è chiusa con la revoca della sospensione da parte della Corte nazionale d’appello antidoping. Come riportato dall’Ansa, la Procura nazionale antidoping può ancora chiedere il deferimento dell’atleta sudtirolese, aprendo di fatto un processo sportivo. È questo il motivo per cui la sua presenza nella staffetta femminile del 18 febbraio resta complicata: se il Tribunale dovesse poi decidere per una squalifica, a pagarne le conseguenze sarebbe l’intero quartetto italiano, con il rischio concreto di vedersi revocare un’eventuale medaglia.
Squalifica Passler, cosa succede alla staffetta
Tutto dipende dalla decisione del Tribunale su tempi e decorrenza di un’eventuale squalifica. Se questa partisse dal 2 febbraio, data della sospensione, e durasse due settimane, la staffetta sarebbe al sicuro. Con una squalifica di un mese, invece, la medaglia verrebbe revocata. Esiste anche una terza ipotesi, prevista dall’articolo 11.10 del Codice sportivo antidoping: il Tribunale potrebbe disporre «per ragioni di equità» una decorrenza a partire dalla sentenza, quindi successiva alla gara, senza conseguenze sui risultati olimpici. Uno scenario improbabile, ma non impossibile in una vicenda che il legale di Passler, l’avvocato Ernesto De Toni, ha definito senza precedenti: «Si è creato un precedente e fatta giurisprudenza».
Il ricorso di Passler tra Tas e giustizia italiana
Il calvario giudiziario di Passler ha dovuto misurarsi con i due sistemi diversi tra giustizia sportiva internazionale e italiana. L’atleta aveva inizialmente scelto di ricorrere al Tas di Losanna, che prevede la possibilità di appello. Ma i giudici della sezione distaccata all’Hilton di Milano l’hanno rimandata alla giustizia italiana, dove invece non è possibile impugnare la sentenza. Il ricorso alla Corte d’Appello antidoping andava presentato entro dieci giorni dalla sospensione, cioè entro il 12 febbraio: De Toni e Passler sono riusciti a depositarlo all’ulitmo, ottenendo la revoca della sospensione con motivazione.
Passler già fuori da sprint e individuale
Nonostante la revoca della sospensione, Passler ha già saltato la gara individuale e la sprint, perdendo di conseguenza anche l’accesso all’inseguimento e alla mass start. L’unica possibilità rimasta è la staffetta, dove potrebbe essere convocata come riserva. Sarebbe un risarcimento minimo per un’atleta sulla cui «onorabilità» nessuno ha avuto dubbi in questi giorni, né dalla Fisi né dal gruppo sportivo dei Carabinieri. Passler si è ritrovata a seguire da spettatrice le Olimpiadi nel suo «giardino di casa» a causa di una contaminazione.
