Board of Peace, Merz non andrà a Washington. Per l’adesione la Germania ha lo stesso limite costituzionale dell’Italia

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non andrà a Washington per il Board of Peace. Lo fa trapelare l’ANSA, citando una fonte del governo tedesco. Alla domanda se vi siano stati contatti con Giorgia Meloni, la fonte ha risposto: «Il cancelliere ha continuamente contatti con Meloni. Ma indipendentemente da questo è chiaro che non andrà a Washington». La Germania, aveva precedentemente annunciato di non potere aderire al progetto per motivi costituzionali. In pratica Berlino aveva la stessa problematica dell’Italia ma il nostro paese aderirà come «osservatore».
Chi ci sarà al Board of Peace: i paesi aderenti
La prima riunione del Board of peace, dedicata alla situazione su Gaza, è stata convocata per questo 19 febbraio a Washington dal presidente Usa Donald Trump. Oltre 20 paesi hanno aderito. Israele dovrebbe essere rappresentato dal suo ministro degli Esteri Gideon Saar, secondo indiscrezioni potrebbe esserci il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e ci sarà il presidente dell’Indonesia, Prabowo Subianto. Tra gli altri membri si citano Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Bulgaria, Ungheria, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Mongolia, Marocco, Pakistan, Paraguay, Qatar, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan e Vietnam. Nel Board ha un certo peso l’Indonesia, paese a grande maggioranza musulmana. E bisogna puntare gli occhi proprio sulla linea della nazione guidata da Prabowo Subianto, perché non ha rapporti formali con Israele ed è grande sostenitore della soluzione a due Stati (che Tel Aviv non apprezza). Nell’iniziativa non c’è alcuna rappresentanza palestinese. Gli unici Paesi Ue ad avere aderito sono Ungheria – che alla riunione negli Usa sarà rappresentata da Orban in persona – e Bulgaria, la cui partecipazione è stata confermata dal premier uscente Rosen Zhelyazkov alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
I paesi osservatori, tra cui l’Italia
Quattro Paesi europei – Italia, Romania, Cipro e Grecia – hanno comunicato che parteciperanno alla riunione come osservatori. Non è ancora chiaro chi ci sarà per Italia e Cipro, mentre per la Romania parteciperà il presidente Nicusor Dan e per la Grecia sarà presente invece il vice ministro degli Esteri Harry Theoharis. L’Unione europea manderà a Washington in sua rappresentanza la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica, ma la Commissione ha precisato nettamente che «non diventerà membro del Board of Peace» e partecipa all’incontro di giovedì «nel segno del nostro impegno di lunga data per l’attuazione di un cessate il fuoco a Gaza, ma anche per prendere parte agli sforzi internazionali a sostegno della ricostruzione e della ripresa post-bellica di Gaza».
