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Stefano Boeri e Cino Zucchi a processo, le accuse sul conflitto di interessi per gli architetti sul concorso per la nuova Biblioteca europea di Milano

16 Febbraio 2026 - 12:14 Giulia Norvegno
Stefano Boeri e Cino Zucchi
Stefano Boeri e Cino Zucchi
Il 18 febbraio dello scorso anno, il gip di Milano aveva respinto la richiesta di domiciliari avanzata dai pm per i due docenti del Politecnico. Per loro era scattato lo stop alla partecipazione di ogni concorso e incarico pubblico

Dovranno affrontare il processo Stefano Boeri e Cino Zucchi, archistar e docenti del Politecnico di Milano, per il caso del concorso internazionale per la progettazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) di Milano. Il gup Fabrizio Filice ha disposto il rinvio a giudizio per entrambi, insieme ad altri quattro professionisti, con le accuse di turbativa d’asta e false dichiarazioni sul conflitto di interessi. La prima udienza è stata fissata per il 17 aprile.

Le accuse di conflitto di interessi non dichiarato e accordi per pilotare la gara

Secondo la ricostruzione dei pm Giancarla Serafini e Paolo Filippini, Boeri e Zucchi, rispettivamente presidente e membro della commissione aggiudicatrice, non avrebbero reso noto il loro legame con alcuni componenti della cordata proclamata vincitrice nel luglio 2022. Tra gli imputati figurano infatti Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, ricercatori della facoltà di Architettura del Politecnico, e Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh, che secondo l’accusa avrebbe fatto da «cerniera» tra i docenti e il gruppo vincitore durante tutto l’iter di valutazione. Le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza hanno documentato, anche attraverso chat, presunti accordi per orientare l’esito della gara indetta dal Comune. Né il Comune né la Fondazione Beic si sono costituiti parte civile.

La linea difensiva: «Vinse il progetto migliore, gara anonima»

Di tutt’altro avviso le difese, secondo cui a prevalere fu semplicemente il progetto più valido. I legali sostengono che la valutazione avvenne in forma «anonima» e che i possibili conflitti di interessi non furono segnalati perché le regole del concorso imponevano di dichiarare soltanto collaborazioni economiche «in corso». Tra gli imputati compare anche il progettista Andrea Caputo, classificatosi terzo nella competizione.

Le misure cautelari già disposte nel febbraio 2025

Il 18 febbraio 2025 il gip Luigi Iannelli aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai pm per Boeri, Zucchi e Tamburelli, optando invece per misure interdittive. I tre si sono visti vietare, per un periodo compreso tra un anno e otto mesi, la partecipazione a commissioni di concorsi pubblici e qualsiasi incarico con la pubblica amministrazione.

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