Ucraina, le accuse contro l’ex ministro dell’Energia: «Tangenti per 100 milioni di dollari. Voleva scappare»

Riciclaggio e partecipazione a un’organizzazione criminale. Sono queste le accuse con cui nel weekend è stato arrestato Herman Galushchenko, ex ministro ucraino dell’Energia. A renderlo noto sono stati i procuratori speciali anticorruzione. Secondo gli inquirenti, l’ex titolare del dicastero sarebbe stato bloccato nel fine settimana mentre tentava di lasciare il Paese. L’indagine si inserisce in uno dei filoni più delicati degli ultimi anni, quello ribattezzato «Midas», che avrebbe coinvolto alti funzionari e imprenditori legati al settore energetico, tutti indagati per corruzione.
Il presunto sistema di tangenti da oltre 100 milioni
Al centro dell’inchiesta c’è un presunto schema di tangenti da circa 100 milioni di dollari che avrebbe interessato l’agenzia nazionale per l’energia atomica. Secondo l’Autorità ucraina per l’anti corruzione, durante il periodo in cui l’ex ministro era in carica l’organizzazione avrebbe incassato oltre 112 milioni di dollari in contanti provenienti da attività illegali nel comparto energetico. Gli elementi raccolti dagli inquirenti deriverebbero sia da materiale acquisito in Ucraina sia dalla cooperazione con le autorità di diversi Paesi stranieri.
Le dimissioni dei predecessori
Lo scandalo ha già avuto pesanti conseguenze politiche. I due precedenti ministri dell’Energia avevano lasciato l’incarico nel pieno delle ricadute del caso, che ha travolto anche figure di primo piano vicine al presidente Volodymyr Zelensky, incluso l’ormai ex capo di gabinetto Andriy Yermak, costretto a dimettersi.
La guerra d’inverno
Mentre l’Ucraina affronta l’ennesima crisi politica, il conflitto con la Russia prosegue in condizioni meteorologiche estreme. Quello in corso è infatti l’inverno più rigido dall’inizio dell’invasione del 2022, con settimane di temperature sotto zero e picchi attorno ai -20 gradi celsius. Il freddo sta mettendo a dura prova soldati e infrastrutture, già colpite dai bombardamenti russi contro la rete elettrica e gli impianti di riscaldamento, aggravando quella che viene descritta come la più grave crisi energetica dall’inizio della guerra. Sul fronte, lungo circa 1.200 chilometri, il gelo complica anche l’impiego dei droni, diventati centrali nella strategia di entrambe le parti: batterie che si scaricano più in fretta, componenti che si ghiacciano, telecamere che si bloccano.
Foto copertina: EPA/Heinz-Peter Bader | L’ex ministro ucraino per l’Energia, Herman Galushchenko, in una foto del 2024
