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Bambino con il cuore bruciato, il box di plastica fuori dalle linee guida. A rischio nuovi indagati: «Il ghiaccio secco fornito da Bolzano»

17 Febbraio 2026 - 13:29 Ygnazia Cigna
bimbo trapiantato indagini box
bimbo trapiantato indagini box
Il cuore donato avrebbe viaggiato in un contenitore simile a un frighetto, ritenuto anacronistico dagli inquirenti. Ore di attesa all'ospedale Monaldi per il maxiconsulto su un nuovo intervento

Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta della procura di Napoli sul trapianto di cuore del piccolo Tommaso. Il cuore donato da un bambino di Bolzano avrebbe viaggiato verso l’ospedale Monaldi all’interno di un contenitore di plastica rigida simile a quelli utilizzati per tenere fresche le bibite. Un box definito dagli inquirenti anacronistico e totalmente fuori dalle linee guida, poiché privo di qualsiasi sistema elettronico di monitoraggio termico.

Il giallo del contenitore

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’assenza di un box tecnologico avrebbe impedito ai medici di accorgersi del disastro che stava avvenendo durante il tragitto. Senza sensori, nessuno avrebbe monitorato lo sbalzo termico causato dall’uso del ghiaccio secco, utilizzato d’urgenza dopo l’esaurimento delle scorte di ghiaccio tradizionale. L’organo è stato così esposto a temperature inadeguate, arrivando in sala operatoria già compromesso in modo irreversibile.

Il nodo del ghiaccio secco

L’ipotesi degli inquirenti è che il ghiaccio secco sia stato fornito alla squadra di sanitari napoletani dall’ospedale di Bolzano. Su questa ipotesi indagano sia la procura napoletana che quella di Bolzano. Secondo le prime ipotesi, però, da Bolzano sarebbe arrivato ghiaccio secco che si stabilizza a -80 gradi e che dunque avrebbe fatto calare notevolmente la temperatura, di fatto danneggiando le fibre del muscolo cardiaco, così da renderlo inutilizzabile. Adesso l’interrogativo è capire chi abbia fornito il ghiaccio secco al posto di quello solitamente utilizzato.

Ore di attesa sull’ipotesi di un altro trapianto

Mentre la magistratura scava sulle responsabilità del trasporto, al Monaldi si vivono ore di tensione. Per domani è stato convocato un «Heart Team» d’eccellenza con i massimi esperti dei centri trapianti pediatrici italiani che arriveranno a Napoli per una valutazione congiunta. Si tratta dell’ultima spiaggia per Tommaso, dopo che la consulenza del Bambino Gesù di Roma ha espresso un parere negativo sulla possibilità di un secondo intervento, giudicando il quadro clinico del bambino ormai incompatibile con un nuovo impianto.

La speranza della famiglia

Nonostante il pessimismo di alcuni specialisti, l’ospedale napoletano ha deciso di non arrendersi, rinviando la valutazione definitiva per permettere questo confronto collegiale. Il bambino intanto resta ufficialmente in lista trapianti, mentre i genitori attendono il verdetto di domani che stabilirà se esista ancora una speranza tecnica per tentare la salvezza con un cuore nuovo e riparare così al clamoroso errore.

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