Ultime notizie Festival di SanremoOlimpiadi 2026Trapianti
ATTUALITÀBambiniBellunoInchiesteTrasporti pubbliciVeneto

Bambino lasciato giù dal bus, l’autista è stato reintegrato al lavoro: «Ma cambia incarico»

17 Febbraio 2026 - 08:28 Ugo Milano
bambino
bambino
«Abbiamo proposto al signor Russotto un trasferimento in un’altra sede ma lui si è detto turbato all’idea di rimettersi alla guida», fa sapere l'azienda

Dopo il chiarimento con i genitori del bambino, anche sul fronte lavorativo si chiude il caso dell’autista che aveva fatto scendere un 11enne dal bus sotto la neve. Salvatore Russotto, travolto nei giorni scorsi da una forte esposizione mediatica, ha presentato all’azienda una memoria con la propria ricostruzione dei fatti. Nella sua versione, non avrebbe cacciato il bambino, ma sarebbe stato il minore a scendere autonomamente dopo che gli era stato fatto notare che il biglietto non era valido e che sarebbe stato necessario il ticket da 10 euro.

La decisione dell’azienda

L’azienda ha deciso di affidargli un nuovo incarico, sempre all’interno della stessa realtà, ma non più alla guida di un autobus. Scelta che, secondo quanto emerge, sarebbe maturata d’intesa con lo stesso lavoratore. «Abbiamo proposto al signor Russotto un trasferimento in un’altra sede ma lui si è detto turbato all’idea di rimettersi alla guida di un autobus. Il risvolto mediatico della vicenda è stato molto forte per lui perciò abbiamo deciso di venirgli incontro affidandogli un altro incarico. E lui ha accettato», spiega l’azienda. Sulla nuova mansione, però, viene mantenuto il riserbo. «Si tratta di un ruolo diverso, non intendo entrare nei particolari», fa sapere l’azienda. La sospensione dal lavoro è stata quindi revocata.

«Mi manca un anno alla pensione»

«L’azienda mi è venuta incontro. Mi hanno ascoltato e so che hanno fatto dei controlli, hanno guardato le immagini delle telecamere. Mi manca un anno alla pensione, potrò continuare a lavorare fino ad allora. Sono pronto per ricominciare», afferma Russotto. «Mi sento tranquillo. Ho spiegato all’azienda come sono andate le cose, mi hanno seguito i sindacalisti della Cgil. Mi è dispiaciuto molto per quello che è successo, per il bambino. Non ho mai avuto l’intenzione di nuocere ad alcuno».

leggi anche