Ultime notizie Festival di SanremoOlimpiadi 2026Trapianti
ATTUALITÀGenovaHamasInchiesteIntercettazioniLiguriaM5SMedio OrientePalestinaTerrorismo

L’inchiesta su Hamas e le intercettazioni su Di Battista: «Lei e altri M5s cari amici»

17 Febbraio 2026 - 05:46 Alba Romano
Alessandro Di Battista inchiesta hamas intercettazioni
Alessandro Di Battista inchiesta hamas intercettazioni
L'ex deputato si interessava dei fondi della Abspp raccolti e bloccati. E voleva fare tre documentari sulla Palestina

Nell’inchiesta su Mohammad Hannoun e i soldi dall’Italia ad Hamas c’è anche il nome di Alessandro Di Battista. Non indagato, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle viene nominato in relazione ai dialoghi di Sulaiman Hijazi, vice di Hannoun. Le carte della procura di Genova raccontano che Hijazi, una volta scoperta l’indagine, si è solo formalmente sfilato dall’organigramma della Abspp. Perché essere vicino ad Hannoun era pericoloso per la sua reputazione. «Hannoun è una persona che è molto facile. Riesce a bruciare tutti quelli che ha intorno. Ed io te lo sto dicendo per esperienza, lui se ne frega, è vero che possa essere ringraziato perché ha dedicato la sua vita alla causa.. Ma se ne frega di noi, se ne frega che si brucia chi è con lui», dice al telefono il 5 marzo scorso.

Hannoun, Hijazi e Di Battista

Ma, scrive oggi Il Giornale, negli atti dei pm di Genova, Hijazi viene definito testualmente «collaboratore» dell’ex grillino Di Battista. Nella stessa intercettazione, l’interlocutore del numero 2 dell’Abspp definisce Di Battista e anche la deputata dei 5 Stelle Stefania Ascari «cari amici». Tanto da chiedere loro aiuto dopo i conti bloccati. Il 20 marzo 2025 Hijazi parla con un altro ex deputato grillino: Davide Tripiedi. Insieme ipotizzano di coinvolgere Di Battista: «Eh, difficile, Hannoun vuole partire con un milione di euro che li ha già raccolti e son bloccati in un conto… vuole trasferirli in… sta cercando di riuscire a farla tramite la Farnesina… ma è una cosa abbastanza difficile… cioè, il nome di Hannoun alla Farnesina… con la associazione è molto difficile… quindi… eh… non so …io ho detto Hannoun potresti sentire Di Battista…», dice Hijazi a Tripiedi.

L’intercettazione

«Eh ma come cazzo fa Alessandro», risponde il grillino. «Trasferire un milione di euro da un conto all’altro…», ribatte l’islamico. «Ma minchia scusa, se trasferisci un milione di euro figa… non vieni segnalato immediatamente alla Banca d’Italia, ma istantaneamente… cioè, non.. cioè, capito?», fa notare giustamente Tripiedi. La risposta: «Sì, sì… e ma lui… se ne fotte». L’ex politico aggiunge però che «ci deve essere una buona valida ragione» e il braccio destro di Hannoun spiega che «questa è valida ragione… è che va a fare aiuti umanitari a Gaza, con progetto… e lui ha sicuramente agganci giù a Gaza». E ancora: «Se andiamo con Hannoun, sicuramente ci farà incontrare “i verdi” (Hamas, ndr)», rivela Hijazi, «cioè, roba che verrà strumentalizzata da tutti… non bisogna muovere in queste… almeno io, non posso più fare queste cose… non posso rischiare di essere cacciato».

ProPal e Hamas

Un’altra intercettazione risale al primo dicembre 2023. Parlano Hijazi e proprio Di Battista. Il primo, in maniera categorica, spiega come il gruppo abbia tutti i conti bloccati per colpa di Hannoun. E dice di avergli detto testualmente che deve farsi da parte in quanto «lui è il problema», quindi deve togliersi dall’associazione, quantomeno ufficialmente. Hannoun, in sostanza, rappresenta un intralcio non per la sua funzione di vertice, bensì in quanto «uomo immagine» che può interferire nella realizzazione dei loro piani. Di Battista chiede se stiano arrivando donazione.

«Non vorrei che oggi è lui (il problema, ndr), domani diventi te, domani diventa Abu Falastin», sottolinea Di Battista riferendosi a Raed Dawoud, oggi in carcere in regime di massima sicurezza con l’accusa di essere un componente del comparto estero di Hamas e a capo della sezione milanese della Abspp. «Ho già visto l’articolo sulla figlia… sai, questi sono dei pezzi di merda che devono soltanto ostacolare gli aiuti», aggiunge il grillino.

Il documentario

Il quale poi parla di un lavoro sul tema: «Anche perché… vorrei tanto… cioè, questi del Fatto Quotidiano potrebbero accettare la mia proposta di fare tre documentari… (sai Suli, il documentario è non soltanto il mio lavoro ma è la presentazione, tutta la comunicazione dell’anno, è una roba potente…) sui campi profughi palestinesi al di fuori della Palestina. Quindi fare proprio un documentario serio… Libano, Giordania e magari anche Siria… in un mese e mezzo… sarebbe una figata», conclude Di Battista.

Le altre conversazioni

Il Giornale aggiunge che il 21 gennaio lo stesso Hannoun in una telefonata con un’operatrice umanitaria spiega che vorrebbe avvalersi di Di Battista e Ascari per trasferire i soldi.

leggi anche