Inter-Juve, Bastoni ammette l’errore su Kalulu: «Ho accentuato la caduta, non dovevo esultare». Ma denuncia le minacce di morte a moglie e figlia

«Ho sentito un contatto al braccio, che rivedendo ho assolutamente accentuato. Sono qui per ammetterlo. La cosa che mi dispiace di più è il comportamento successivo. Sono qui perché ogni essere umano ha il diritto di sbagliare e deve riconoscerlo». Sono le parole pronunciate oggi in conferenza stampa da Alessandro Bastoni, il difensore dell’Inter e della Nazionale finito nella bufera per aver propiziato l’espulsione di Pierre Kalulu nel big match contro la Juventus di sabato sera. «Ho voluto essere qui perché si è parlato tanto, anche più di quanto immaginassi. Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo, per capire quali fossero le differenze rispetto a quello che ho vissuto», ha detto Bastoni ai microfoni di Sky alla vigilia della prossima sfida che attende l’Inter, quella di Champions League con i norvegesi del Bodo Glimt. Bastoni riconosce ora dunque pubblicamente sia di aver accentuato la caduta dopo il lieve contatto con Kalulu al 42′ del primo tempo, sia di aver poi sbagliato esultando per l’espulsione dell’avversario. Condizione che ha permesso all’Inter di avere la meglio – in 11 contro 10 – piegando pur a fatica la Juve alla fine per 3-2.
La bufera, le minacce alla famiglia e il futuro
Per il nerazzurro con le dichiarazioni di oggi però la vicenda è chiusa, fa capire. «Sarò sempre lo stesso Bastoni, in più di 300 partite sono stato coinvolto in un episodio simile solo sabato. Ho imparato a gestire tutto, ora vedrete il Bastoni che è sempre stato», assicura il difensore che con la maglia della Nazionale è atteso a fine marzo pure dalla sfida dei playoff per l’accesso ai Mondiali 2026. D’altronde per Bastoni con le polemiche esplose sabato sera stesso nel tunnel – culminate lato Juve con le squalifiche di Comolli e Chiellini – e poi nei giorni seguenti si è passato il segno. «Dal punto di vista personale la vicenda non mi ha segnato, sono esposto e abituato alla gogna mediatica come l’ha definita giustamente il presidente. Ma sono capace di gestire. Mi dispiace per mia moglie e mia figlia, si è ritrovata auguri di malattia o minacce di morte che non stanno né in cielo né in terra. Come mi dispiace per l’arbitro La Penna, per persone meno abituate a stare così esposte. Mentalmente – assicura comunque in definitiva Bastoni guardando avanti – sto molto bene, non sono compromesso né dal punto di vista mentale né fisico».
