Ultime notizie Festival di SanremoOlimpiadi 2026Trapianti
ATTUALITÀCarol MaltesiErgastoloInchiesteLombardiaMilanoOmicidi

Omicidio Carol Maltesi, annullato di nuovo l’ergastolo per Davide Fontana: perché ci sarà un terzo processo

17 Febbraio 2026 - 14:37 Giovanni Ruggiero
Carol Maltesi e Davide Fontana
Carol Maltesi e Davide Fontana
Per la secondo volta la Cassazione manda il caso in alla Corte d'Assise d'Appello. Ancora una volta l'aspetto da chiarire è la premeditazione

Terzo appello in arrivo per Davide Fontana, l’ex bancario e food blogger di 47 anni condannato per l’omicidio di Carol Maltesi. La Cassazione, con decisione del 10 febbraio anticipata da La Prealpina, ha annullato nuovamente la sentenza d’appello che aveva confermato l’ergastolo, rinviando il caso alla Corte d’Assise d’Appello di Milano davanti a un nuovo collegio. Il nodo, ancora una volta, è l’aggravante della premeditazione: la Suprema Corte chiede per la terza volta ai giudici di secondo grado di valutarne la sussistenza. È proprio questa aggravante a fare la differenza tra i 30 anni di reclusione stabiliti in primo grado a Busto Arsizio e il carcere a vita.

Come è stata uccisa Carol Maltesi

I fatti risalgono all’11 gennaio 2022, quando Fontana uccide la fidanzata 26enne, originaria di Sesto Calende, nella sua abitazione di Rescaldina, in provincia di Milano. La coppia stava girando un video erotico destinato a OnlyFans: Maltesi viene immobilizzata legata a un palo da lap dance e colpita 13 volte alla testa con un martello, poi finita con una coltellata alla gola.

Dopo l’omicidio, Fontana fa a pezzi il corpo, conserva i resti in un congelatore acquistato online per settimane, tenta di bruciarli e infine li abbandona in quattro sacchi di plastica in una zona boschiva a Paline di Borno, nel Bresciano. Il movente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe il rifiuto di Fontana di accettare la decisione della donna di trasferirsi in provincia di Verona per riavvicinarsi al figlio piccolo.

Come è stato scoperto Fontana

A incastrare Fontana è stato il ritrovamento casuale dei resti e il successivo riconoscimento della vittima grazie ai tatuaggi. Un ruolo decisivo lo ha avuto il giornalista di Bsnews Andrea Tortelli, che aveva scambiato messaggi con il numero di telefono della vittima, in realtà utilizzato da Fontana, contribuendo a far convergere i sospetti sull’ex bancario. Messo alle strette dai carabinieri, Fontana confessò l’omicidio la sera stessa del fermo. Nel corso del procedimento ha chiesto scusa al figlio piccolo di Carol. Oggi è detenuto nel «reparto protetti» del carcere di Pavia.

La tesi della difesa: nessuna premeditazione, fu un raptus

La strategia difensiva degli avvocati Stefano Paloschi e Giulia Ruggeri punta a escludere qualsiasi pianificazione del delitto, sostenendo la tesi dell’impulso improvviso e incontrollato, del «raptus». La Corte di Cassazione si è riservata 30 giorni per depositare le motivazioni della decisione: solo dopo la pubblicazione verrà fissata la data del nuovo processo d’appello, che si celebrerà sempre a Milano.