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FdI vuole schedare le scuole in Toscana: «Woke, antifascista, antisionista». Il sindaco Pd: «Liste di proscrizione come con Mussolini»

18 Febbraio 2026 - 19:48 Ygnazia Cigna
scuola proposta shock fdi schedare
scuola proposta shock fdi schedare
L'iniziativa del partito di Meloni a Bagno a Ripoli per prevenire il «plagio delle menti degli studenti». Il sindaco: «Intimidazione senza pudore a insegnanti e dirigenti»

Schedare le scuole applicando delle etichette ideologiche e orientare così la scelta delle famiglie. È la proposta shock presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, che chiedono di affiancare al nome di ogni istituto definizioni come «scuola woke», «comunista», «antifascista» o «antisionista». La mozione è firmata da Michele Barbarossa, Serena Giannini e Fabio Venturi e punta a mappare l’orientamento di docenti e presidi per denunciare quello che definiscono un «plagio delle menti dei giovani studenti». Immediata la reazione del sindaco Francesco Pignotti (Pd) che bolla l’iniziativa come un tentativo di riportare l’istruzione ai tempi delle liste di proscrizione fasciste.

Cosa prevede la mozione di FdI

Secondo i firmatari della mozione, sul territorio verrebbero «impartite ripetutamente lezioni politicizzate» che sfrutterebbero la «vulnerabilità di bambini e adolescenti» per orientare il loro futuro pensiero elettorale. Per questo, chiedono che la denominazione di ogni singola scuola venga integrata da una sorta di bollino che ne identifichi la linea culturale e politica. Il catalogo delle definizioni proposte nel testo della mozione rasenta il surreale e spazia da «politicamente schierata a sinistra» a «ideologicamente comunista», passando per etichette come «favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke». La schedatura non si ferma qui. Secondo i consiglieri, i genitori dovrebbero sapere in anticipo se una scuola è «antiamericana, antisionista, antifascista» o addirittura «anti cattolica e antidemocratica». Dietro questa mossa c’è la convinzione che le (presunte) lezioni politicizzate che spesso avverrebbero sul territorio rappresenterebbero una vera e propria «violenza psicologica» perpetrata da dirigenti e professori ai danni di bambini e adolescenti indifesi.

L’ira del sindaco: «Intimidazione agli insegnanti»

Il primo cittadino Francesco Pignotti non usa mezzi termini e parla di un attacco frontale alla libertà di insegnamento, definendo la mozione «un’intimidazione senza pudore ai nostri insegnanti e alle nostre dirigenti». Evocando il passato più buio del Paese, il sindaco ha ribadito che la comunità non permetterà il ritorno a un sistema di controllo ideologico sugli educatori. «Fratelli d’Italia vuole riportarci ai tempi del ministero dell’educazione nazionale, quello fondato da Mussolini, con le liste di proscrizione dei professori non allineati e le persecuzioni. Troveranno sempre – conclude il sindaco – una comunità unita nel difendere la propria scuola, i suoi insegnanti e il diritto di istruirsi».

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