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Tajani vola da Trump per il Board su Gaza, è scontro Usa-Vaticano: «Peccato dia forfait, la pace non è questione di parte»

18 Febbraio 2026 - 21:57 Ygnazia Cigna
Il ministro degli Esteri rappresenterà l'Italia alla riunione inaugurale del nuovo organismo internazionale. Berlino scioglie i dubbi e manda un alto funzionario

Mentre l’Europa si divide e il Vaticano si sfila, l’Italia conferma la sua scelta e vola a Washington per sedersi al tavolo di Donald Trump. Giovedì 19 febbraio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani parteciperà alla riunione inaugurale del Board of Peace, l’organismo voluto dalla Casa Bianca per indirizzare la ricostruzione di Gaza e forse altri processi di governance globale. Una missione di primo piano che vede Roma schierata come osservatore, decisa a giocare un ruolo nel piano in 20 punti dell’amministrazione americana, proprio mentre Parigi attacca l’Ue per la sua partecipazione e Berlino sceglie un profilo più basso inviando solo un alto funzionario del ministero degli Esteri.

Il ruolo dell’Italia

Al tavolo della Casa Bianca siederanno, tra gli altri, il Capo del comitato tecnocratico palestinese Ali Sha’at e l’Alto rappresentante per Gaza Nickolay Mladenov. Si punta a promuovere il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia e l’avvio della ricostruzione in linea con la risoluzione Onu 2803. La Farnesina nel frattempo fa sapere di stare lavorando a un piano nazionale che mette a sistema le eccellenze italiane nei settori della sanità, dell’istruzione e della sicurezza alimentare. «Bisogna essere presenti nel momento in cui si prendono decisioni strategiche», ha ribadito Tajani, sottolineando l’importanza di non lasciare spazi vuoti nel nuovo scacchiere trumpiano.

La reazione degli Usa al no del Vaticano

Se l’Italia sceglie il massimo livello istituzionale, il resto d’Europa si muove in ordine sparso. La Germania, dopo giorni di incertezza, ha deciso di partecipare alla riunione e al Board come osservatrice, come l’Italia, scegliendo però di inviare solo un alto funzionari. La Francia, invece, ha sollevato un polverone diplomatico contro la Commissione europea, accusando Bruxelles di aver inviato la commissaria Dubravka Suica senza un mandato formale del Consiglio. Ma lo strappo più rumoroso è quello tra Stati Uniti e Santa Sede. Il Vaticano ha deciso di non partecipare alla riunione e criticato apertamente il Board di Pace, provocando la gelida reazione della Casa Bianca. La portavoce Karoline Leavitt ha definito «profondamente spiacevole» l’assenza della Santa Sede, definendo il Board una «organizzazione legittima» perché «la pace non dovrebbe essere una questione di parte, politica o controversa».

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