Sanremo 2026, Luchè – «Labirinto»

Il rapper Luchè, con un palmarès di 35 dischi di platino, affronta il debutto con una canzone (Labirinto) che, come lui stesso ha spiegato, «una metafora dei pensieri ossessivi che a volte ho anche io, e parla di quando ti trovi in una situazione tossica. Il labirinto rappresenta la ricerca di una via d’uscita». Nonostante sia la sua prima volta all’Ariston, Luchè è un artista affermato: ha iniziato con il duo hip hop Co’Sang, fondato insieme a Ntò. Nek 20212, dopo lo scioglimento del duo, Luchè ha deciso di intraprendere la carriera solista, puntando su un suono più internazionale e una produzione più patinata. È considerato uno dei pionieri del passaggio dall’hip hop classico alla trap in Italia, soprattutto nel Sud. E ha contribuito a rendere Napoli uno dei poli centrali del rap nazionale, anticipando il boom della nuova generazione.
Estratto del testo di «Labirinto» di Luchè
«Non conta l’ego
contano i concetti
nessuno l’ha capito
competiamo con noi stessi
forse più salgo in alto
più non vedo i miei difetti
quando non so chi sono
me lo urlano ai concerti
di crisi ne ho già avute
l’inverno con le tute
le corse le cadute
scontrarsi a mani nude
mentre gli altri giocano
io mi distinguo tra i pochi che osano»
Testo: Luca Imprudente (Luchè), Davide Petrella
Musica: Stefano Tognini, Davide Petrella, Rosario Castagnola
