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Il biografo dell’ex principe Andrea: «Non si è pentito del rapporto con Epstein. Re Carlo sapeva tutto». L’assenza di rimorso e il rischio di fuga

19 Febbraio 2026 - 12:57 Alba Romano
biografo ex principe andrea arresto epstein
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Il giornalista e scrittore Andrew Lownie poco prima dell'arresto dell'ex duca di York: «Non riesce nemmeno ad ammettere quale sia il problema. Si sente trattato ingiustamente»

«L’ex principe Andrea non ha mostrato alcun pentimento per il suo comportamento con Jeffrey Epstein, in questo scandalo mondiale». A dirlo è Andrew Lownie, storico inglese, giornalista investigativo e autore dell’ultima biografia – Entitled – dedicata all’ex principe, arrestato oggi proprio per le accuse relative ai suoi rapporti con il finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2019. Lownie, spiega Antonello Guerrera su Repubblica, ha incontrato la stampa straniera a Londra poco prima dell’arresto.

L’assenza di rimorso

Secondo Lownie, l’ex principe Andrea non ha compreso la gravità delle accuse che gli sono state mosse: «Ho intervistato un membro dello staff reale la scorsa settimana e mi ha confermato che l’ex duca di York è completamente privo di rimorso. Non riesce nemmeno ad ammettere quale sia il problema. Si sente trattato ingiustamente», spiega, secondo quanto riporta Repubblica. E poi lo scrittore continua: «Quando salutava la gente a cavallo qualche giorno fa, andando a un funerale, lo faceva perché pensava che tutti fossero felici di vederlo. Questo è il problema con cui abbiamo a che fare: amano questo tipo di attenzione, nonostante tutto». In ogni caso, assicura Lownie, «Andrea è restio a parlare» e «non testimonierà al Senato americano».

Il rischio di fuga dal Regno Unito

Piuttosto, sostiene Lownie, l’ex principe Andrea potrebbe decidere di fuggire dalla pressione dell’opinione pubblica andandosene all’estero, specialmente ora che è stato sfrattato dalla dimora di Royal Lodge, a Windsor. «Andrea è una persona decisamente testarda. È stato pagato per andarsene e l’accordo era: tu ti assumi la colpa e noi ci prenderemo cura delle tue figlie. Il testimone passerà a loro e potranno continuare come prima», spiega lo scrittore e giornalista. E chissà che non sia stato proprio il rischio di fuga a portare all’arresto dell’ex principe.

Alla fine, predice Lownie nell’incontro con la stampa dei giorni scorsi, «non credo che se ne starà a Sandringham. Penso che passerà il suo tempo in Medio Oriente e in giro per il mondo, come il suo vecchio parente, Juan Carlos I di Spagna, che lasciò il Paese in fretta e furia. Andrew andrà in un Paese senza trattato di estradizione con la Gran Bretagna, magari fuggendo in un volo notturno, in parte perché non ama il clima del Norfolk e in parte perché l’ultima cosa che la famiglia reale vuole è un processo che porti tutto alla luce pubblicamente, minando il sostegno alla monarchia».

Il ruolo della Royal Family

Per quanto riguarda il resto della Royal Family, Lownie sostiene che non stiano punendo davvero la “pecora nera” della famiglia: «Al momento è tutto fumo negli occhi. Prima dicevano che non potevano fare nulla. Poi hanno detto che avrebbero potuto togliere i titoli, ma non li hanno realmente revocati. Gli hanno tolto alcuni incarichi, si parla di trasferirlo in una casa più piccola, ma si tratta comunque di una casa con cinque camere da letto e personale. Quali altre punizioni? Nessuna». Ora re Carlo e il principe William si sono detti disponibili a cooperare con la polizia. Una svolta storica, non c’è dubbio. Ma, fa notare ancora una volta Lownie, «avrebbero potuto farlo negli ultimi 25 anni, visto che sapevano tutto su Andrea. Invece, lo hanno coperto».

Foto copertina: EPA/Andy Rain | L’ex principe Andrea in una foto del 2025

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