La lettera di Francesca Albanese: «Mi attaccano per distogliere l’attenzione dalla Palestina»

«Non sono le critiche a preoccuparmi. Ciò che è nuovo – e corrosivo – nel mio caso, per intensità e costanza, è la distorsione sistematica del mio mandato, del mio operato e delle mie dichiarazioni al fine di fabbricare scandali e screditare il mio contributo di esperta indipendente Onu sui diritti umani». Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati, spiega le sue ragioni sul Fatto Quotidiano dopo le richieste di dimissioni per la frase sul “nemico comune” associata a Israele.
Gli attacchi
«Ci sono Stati che oggi mi attaccano apertamente, distogliendo l’attenzione dal genocidio in corso a Gaza da oltre 860 giorni e dal regime di apartheid coloniale che continua a espandersi, a Gaza come in West Bank e Gerusalemme est, colpendo l’intero popolo palestinese», sostiene Albanese. «L’ultima campagna contro di me si inserisce in una strategia che dura da decenni: silenziare, intimidire e delegittimare chiunque difenda i diritti del popolo palestinese», aggiunge.
La strategia
Una strategia che, per Albanese, «non è un caso: è un metodo. Si estraggono frammenti di discorsi, si eliminano i contesti, si modificano i toni, si diffondono insinuazioni atte a suscitare indignazione. Tale tecnica è stata impiegata per insinuare che avrei giustificato le atrocità del 7 ottobre, negato crimini quali la violenza sessuale occorsa in quel terribile giorno, o minimizzato la sofferenza degli ostaggi e delle loro famiglie. Nulla di ciò – conclude – corrisponde al vero.
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Barrot si difende
«Basta fake news. Non ho mai deformato né troncato le parole di Francesca Albanese. Le ho semplicemente condannate perché sono condannabili e si aggiungono a una lunga lista di provocazioni, come la giustificazione del 7 ottobre, il peggiore massacro antisemita dai tempi della nostra storia, dalla Shoah, in cui 51 dei nostri connazionali hanno perso la vita»: lo ha detto ieri 18 febbraio il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, replicando alle polemiche in Parlamento a Parigi in merito alla sua richiesta di dimissioni della rappresentante speciale Onu per i Territori palestinesi.
Le provocazioni
«’Queste ripetute provocazioni – ha proseguito il capo della diplomazia d’Oltralpe intervenendo nell’emiciclo del Palais Bourbon – richiederebbero che la signora Albanese abbia la dignità di dimettersi. Riconoscendo lo Stato di Palestina, lo scorso anno la Francia ha fatto rinascere una speranza, quello di due Stati riconosciuti e rispettati nei loro diritti, che vivano fianco a fianco, in pace e in sicurezza. Questa speranza, rifiuto e rifiuterò sempre che discorsi di odio, da ovunque essi provengano, possano indebolirla», ha concluso Barrot.
