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Acca Larenzia, prosciolti 29 militanti di CasaPound accusati di aver fatto il saluto romano. «Non vi è una ragionevole previsione di condanna»

20 Febbraio 2026 - 13:05 Stefania Carboni
La decisione del gup di Roma che frena le accuse rilevate dai pm seguiti dal procuratore capo Lo Voi

Il gup di Roma ha prosciolto 29 persone, quasi tutti appartenenti a CasaPound, per il saluto romano il 7 gennaio del 2024 avvenuto nel corso della commemorazione per Acca Larenzia. I pm, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, contestavano invece la violazione delle leggi Mancino e Scelba. Secondo il giudice romano che ha scelto per il non luogo a procedere «non vi è una ragionevole previsione di condanna».

Le indagini

Secondo quanto riporta Repubblica nel 2024, come spesso avviene per la cerimonia in ricordo dei tre giovani del Fronte della Gioventù uccisi nel 1978, dopo la chiamata “presente” in tanti alzano il braccio, Nel 2024 accadde la stessa cosa. E le immagini, riprese da più angolazioni, furono analizzate dalla Digos della Questura che, in una dettagliata informativa, che avevano identificato molti dei partecipanti. La cerimonia sarebbe stata guidata, come avviene ogni anno, dai responsabili di CasaPound Italia. Sulla vicenda del 2024 i senatori del Pd presentarono un’interrogazione rivolta alla presidente del Consiglio, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Si scatenò il solito dibattito politico, a cui CasaPound rispose netta: «Le interrogazioni parlamentari, le polemiche, le richieste di identificazione non ci interessano: ogni 7 gennaio saremo in quel piazzale». L’inchiesta partì dalla procura di Roma, oggi l’epilogo. Non sono ancora chiare le motivazioni dietro il proscioglimento. «I motivi li sapremo tra un mese ma ragionevolmente pensiamo che il giudice abbia recepito in toto le indicazioni delle sezioni unite e ha riconosciuto il valore unicamente commemorativo della cerimonia. Oggi si dà un eccessivo rilievo mediatico alla commemorazione mentre si dimentica che a quasi 50 anni dai brutali omicidi di Acca Larenzia rimangono sconosciuti gli esecutori materiali e i mandanti», ha dichiarato al quotidiano l’avvocato Domenico Di Tullio, che ha seguito diversi militanti.

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