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Caso Epstein, ora l’ex principe Andrea rischia il posto nella successione: la mossa del governo che non piace a Buckingham Palace

20 Febbraio 2026 - 20:03 Cecilia Dardana
Andrew Mountbatten-Windsor
Andrew Mountbatten-Windsor
Attualmente ottavo in linea di successione, Andrea resta formalmente un erede al trono nonostante la perdita di tutti i titoli. La sua estromissione richiede un atto legislativo approvato dal Parlamento, con tanto di dibattito nelle due camere

Il governo britannico starebbe preparando un intervento legislativo ad hoc per rimuovere Andrew Mountbatten-Windsor dalla linea di successione al trono. Secondo quanto riferito da Sky News, l’esecutivo laburista guidato da Keir Starmer sarebbe pronto a muoversi una volta conclusa l’indagine di polizia che ha portato all’arresto e al successivo rilascio dell’ex duca di York nell’ambito degli accertamenti sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2019. La prospettiva di un’iniziativa parlamentare si inserisce in un clima di forte tensione istituzionale, dopo il fermo durato 12 ore dell’ex principe, avvenuto nel giorno del suo 66esimo compleanno. Un’immagine che, secondo molti osservatori, rischia di trasformarsi nel simbolo di una monarchia sotto pressione.

La linea di successione e il nodo del Parlamento

Nonostante la messa al bando dai ruoli pubblici nel 2022 e la revoca dei titoli residui decisa nei mesi scorsi, Andrea mantiene ancora l’ottavo posto nella linea di successione per diritto di sangue. Una posizione che può essere modificata solo attraverso un atto legislativo del Parlamento, non con un semplice decreto reale. Un passaggio che aprirebbe inevitabilmente un dibattito politico delicato, con ripercussioni sull’immagine della Corona. Gli indipendentisti scozzesi dell’Snp hanno già annunciato l’intenzione di promuovere un’iniziativa in tal senso, mentre segnali di malumore emergono anche nella maggioranza laburista e perfino tra le file dell’opposizione conservatrice, tradizionalmente vicina alla monarchia. Un ministro ombra Tory ha invitato Andrea a «fare la cosa giusta» e a rinunciare «spontaneamente» alla prerogativa che ancora conserva.

Il sondaggio e i timori per la monarchia

Intanto, un recente sondaggio indica che l’82% dei britannici chiede l’esclusione dell’ex duca dalla successione per indegnità. In un contesto di crescente disaffezione verso l’istituzione monarchica, anche la Bbc si è interrogata apertamente sulla possibilità che l’escalation del caso Epstein possa rappresentare «l’inizio della fine per la monarchia». Nel frattempo, le parole di Carlo III – «la legge deve fare il suo corso» – non sembrano aver placato le polemiche, mentre parte dell’establishment guarda al principe William come figura chiave per preservare la stabilità della Corona.

Le indagini e le perquisizioni

L’inchiesta su Andrew Mountbatten-Windsor prosegue. L’ex principe è indagato per sospetta «condotta illecita nell’esercizio di funzioni pubbliche» in relazione a email scambiate con Epstein tra il 2010 e il 2011, contenenti informazioni sensibili su opportunità d’affari, condivise quando ricopriva il ruolo di emissario commerciale in Asia per il governo britannico. Il filone investigativo, coordinato dalla Thames Valley Police, ha portato nelle ultime ore a una perquisizione del Royal Lodge, storica residenza nei pressi del castello di Windsor occupata per anni da Andrea, prima del trasferimento nella tenuta reale di Sandringham deciso da Carlo III.

Gli accertamenti riguarderebbero non solo i cosiddetti Epstein file, ma anche eventuali documenti che qualcuno avrebbe potuto tentare di distruggere. Parallelamente, altri otto dipartimenti di polizia stanno verificando i riflessi britannici dei voli privati di ragazze sul cosiddetto Lolita Express di Epstein, incluse presenze a Buckingham Palace, dove l’ex duca disponeva di un ufficio durante il regno di Elisabetta II.

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