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Gli insulti e le minacce agli assistenti sociali dei bambini nel bosco

20 Febbraio 2026 - 09:47 Alba Romano
casa bosco chieti bambini genitori
casa bosco chieti bambini genitori
«Assistiamo a un tiro al bersaglio sugli assistenti sociali», spiegano dalla struttura

«La gente è incattivita. Per strada ci insulta, sui social ci minaccia, commenti atroci». Questo raccontano gli operatori della casa famiglia dove, dallo scorso 20 novembre, sono ospitati i tre “bambini del bosco”. Insieme con la mamma, in seguito alla decisione del tribunale dei Minori dell’Aquila di sospendere la responsabilità genitoriale dei genitori. A raccontarlo è la Repubblica, in un reportage all’interno della struttura.

Il tiro al bersaglio sugli assistenti sociali

«Assistiamo a un tiro al bersaglio sugli assistenti sociali», spiegano dalla struttura, «un racconto basato su bugie che farà male ai più fragili». I bimbi hanno una loro cameretta con tre letti mentre mamma Catherine vive al secondo piano. Nessuna porta è chiusa a chiave, ad eccezione di quella che porta sulla tromba delle scale tra un piano e l’altro, per garantire la sicurezza dei minori. Questa, però, ha un maniglione antipanico, come spiegano i responsabili della struttura, che può essere aperto dall’interno.

La madre e i bambini

«La madre, dalle scale può entrare a tutte le ore e lo ha fatto ogni volta he ha voluto», dicono. Secondo quanto raccontato da chi gestisce la casa-famiglia, i tre bimbi della coppia anglo australiana hanno anche dei ritmi giornalieri diversi dagli altri ospiti. «Il pranzo i tre bimbi lo consumano alle undici, da soli», spiegano. «La cena è stata arretrata di mezz’ora e alle 19 si sta tutti insieme. Lavoriamo per consentire un ritorno a casa, quando non avviene siamo i primi a considerarlo un fallimento».

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