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Ultimi quindici giorni per decidere il futuro di Stampa e Repubblica. Vicini alla rottura Elkann e i greci, ma la trattativa è ripresa

20 Febbraio 2026 - 21:31 Fosca Bincher
gedi antenna group
gedi antenna group
Exor irritata per le troppe certezze manifestate da Kyriakou in ambienti bancari. Avanti anche la trattativa con Sae sul quotidiano torinese, dopo l’incidente su Margherita Agnelli

La trattativa per la vendita di Repubblica e La Stampa è stata vicina alla rottura nei giorni scorsi, ma dopo un chiarimento fra le parti è ripresa e si concluderà entro la prima decade del mese di marzo 2026. C’è ancora larga distanza sul prezzo fra il gruppo Exor di John Elkann e i greci di Antenna Group guidati da Thodoris Kyriakou, ma entrambe le parti hanno convenuto sulla necessità di non trascinare troppo a lungo la trattativa. Negli ultimi 15 giorni, dunque, i manager dei due gruppi proveranno ad avvicinare la valutazione del gruppo Gedi e se questo non sarà possibile la trattativa verrà chiusa definitivamente.

L’irritazione di Elkann con i greci: prezzo dell’offerta troppo basso

Secondo quanto risulta a Open ad avere irritato Exor è stata la certezza espressa in ambienti bancari dagli acquirenti greci di avere in pugno Elkann per mancanza di altri possibili acquirenti. Kyriakou secondo queste fonti è sembrato convinto per questo motivo di potere fare il prezzo dell’operazione senza ulteriore trattativa. Invece pur continuando a trattare in esclusiva con i greci Exor ha fatto trapelare di avere ricevuto altre due o tre manifestazioni di interesse che sono state accantonate, ma non ritirate. Il segreto sui numeri è ferreo, ma secondo indiscrezioni attendibili che Open ha potuto raccogliere la differenza fra la valutazione di Gedi fatta dal venditore e quella della due diligence dei greci è ancora molto alta. L’offerta sarebbe secondo queste fonti inferiore di oltre il 20% alla cifra minima che si vuole realizzare con l’operazione.

Chiarito l’equivoco su Margherita Agnelli con i pretendenti de La Stampa

Gli aspetti di “bon ton” nella trattativa non sono secondari per il venditore torinese, come ha dimostrato l’esclusione della Nord Est Multimedia (Nem) di Enrico Marchi dai colloqui sulla vendita de La Stampa. Anche in quel caso la scelta è dipesa da indiscrezioni raccolte dal venditore in ambiente finanziario, con tanto di piani operativi fatti circolare presso terzi prima ancora di iniziare i colloqui diretti. Così è entrata in campo in esclusiva la Sapere Aude editori (Sae) di Alberto Leonardis (nella foto qui sotto). La trattativa ha avuto uno scossone negli ultimi giorni dopo che era circolata la voce di un ingresso di Margherita Agnelli nella cordata acquirente. La notizia è stata ufficialmente smentita da Sae e derivava dalle indiscrezioni su un incontro avvenuto nello studio di un notaio torinese.

Le due vendite parallele hanno però una diversa tempistica

Sono paralleli e non strettamente legati però i destini de La Stampa e di Repubblica. Kyriakou tratta infatti direttamente con Exor che controlla tutto il gruppo editoriale. Leonardis invece sta trattando con il management di Gedi, che è la società oggetto dell’offerta dei greci. Sae ha in corso una due diligence sui conti del quotidiano torinese e nel frattempo sta cercando alleanze imprenditoriali e finanziarie sul territorio per dare quella impronta alla cordata acquirente. Le due trattative sono parallele, ma non è detto che i tempi possano coincidere. Sarà comunque Gedi a vendere La Stampa, ed è possibile che la formalizzazione della cessione avvenga quando il controllo non sarà più di Exor.

Nella foto qui sopra, Andrea Malaguti e Mario Orfeo, rispettivamente direttori di La Stampa e La Repubblica. Nella foto di apertura: Thodoris Kyriakou (Antenna Group) e John Elkann (Exor)

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