Ultime notizie Festival di SanremoGiorgia MeloniOlimpiadi 2026ReferendumTrapianti
ECONOMIA & LAVOROAgenzia delle entrateBonusGoverno MeloniSuperbonus

Salva condomini, sugli orrori del superbonus arriva uno scudo per proteggere i cittadini (e non solo) dal fisco

22 Febbraio 2026 - 08:32 Stefania Carboni
superbonus salva condomini
superbonus salva condomini
Il decreto fiscale punta a introdurre strumenti di sanatoria per limitare l’impatto economico sui cittadini e sulle imprese finite in irregolarità formali o tecniche. Senza però salvare i "cattivi"

Per il Superbonus, e soprattutto per i condomini che si sono trovati tra problemi e difficoltà, è in arrivo un salvacondotto. Ne parla oggi Il Sole24 ore. La norma sarebbe all’interno del decreto fiscale in arrivo dal governo e si tratta di un’imposta sostitutiva, per chiudere le proprie pendenze con il fisco e per evitare contestazioni da parte delle Entrate, restituendo di fatto una quota di quanto incassato tramite cessione del credito o sconto in fattura. La norma Salva condomini si creerà per liberare i proprietari degli immobili dalle responsabilità incolpevoli legate alle irregolarità sulla differenza tra quanto pagato dal committente e quanto fatturato dai diversi subappaltatori. Non solo: al vaglio ci sarebbe anche un’altra norma, ancora in fase di definizione, che potrebbe riguardare le contestazioni ai cosiddetti general contractor. In questo caso si ipotizza il riversamento delle agevolazioni indebitamente percepite, senza interessi e sanzioni.

I casi in cui può esser applicata la norma Salva condomini

Secondo la normativa attuale, infatti, il beneficiario finale della detrazione è sempre il committente (cioè il condominio o il proprietario dell’immobile), che diventa l’ultimo responsabile in caso di irregolarità. Anche se queste dipendono da errori tecnici, imprese o professionisti. Con il Salvacondomini il quadro potrà cambiare. Poniamo un esempio: i lavori non completati. Uno dei requisiti essenziali del superbonus, e di tutti i bonus casa, è la materiale esecuzione delle opere. Per l’ex 110% andava completato il percorso che porta al miglioramento di due classi energetiche dell’immobile. Chi non chiude i lavori perde il diritto alla detrazione e si espone alle contestazioni delle Entrate, che possono rivalersi sui beneficiari dei lavori agevolati. Ecco che in questo caso dovrebbe intervenire la sanatoria che, versando un’imposta sostitutiva parametrata al beneficio incassato irregolarmente, consentirebbe di chiudere le pendenze con il fisco. Lo stesso salvacondotto dovrebbe esser utilizzato in caso di irregolarità nelle asseverazioni tecniche (cioè quando quello realizzato non coincide con quanto dichiarato nelle comunicazioni ufficiali) e negli errori nei SAL (Stati di avanzamento lavori). Perché spesso in molti casi sono stati conteggiati materiali consegnati ma non ancora installati per rispettare le scadenze del 110%.

leggi anche