D’Orsi da Soloviev: «Kallas erede biologica di nazisti». La propaganda russa

Il docente Angelo d’Orsi, ospite in Russia del propagandista Vladimir Soloviev, ha definito Kaja Kallas “un’erede biologica dei nazisti”. Abbiamo analizzato lo spezzone dell’intervento che lo stesso Soloviev ha rilanciato con enfasi su X per il pubblico internazionale, definendo l’Europa «completamente tradita» e l’Unione Europea un «cadavere» in mano agli eredi dei regimi. Durante il suo discorso, d’Orsi ha inoltre affermato che oggi in Italia «abbiamo al potere gli eredi diretti di Mussolini».
L’operazione su X: d’Orsi come “volto” della propaganda
Vladimir Soloviev ha scelto di promuovere l’intervento del docente italiano per lanciare un messaggio chiaro a favore della propaganda del Cremlino: «L’Europa ha completamente tradito se stessa permettendo ai discendenti di nazisti e fascisti di prendere il potere. E l’UE in quanto tale è già un cadavere», scrive il propagandista russo.
Presentando d’Orsi come “giornalista e professore di storia dell’Università di Torino“, Soloviev punta a utilizzare il prestigio accademico italiano per legittimare narrazioni anti-europeiste e gli attacchi rivolti alle leader europee. Infatti, durante lo spezzone scelto, d’Orsi non si limita a criticare la politica UE, ma punta il dito specificamente contro le leader donne dell’Unione, definite «tutte loro» eredi dei regimi anche sul piano biologico.

«Tutte loro»: l’attacco mirato alle leader europee
«Tutte loro, dalla Kaja Kallas in avanti, tutte loro sono eredi, anche sul piano biologico, di nazisti, di fascisti». L’uso del femminile plurale («tutte loro») da parte di d’Orsi, ritagliato appositamente da Soloviev, evidenzia un attacco che punta a colpire specificamente la leadership femminile europea.
Definire Kaja Kallas e le sue colleghe come eredi “sul piano biologico” di nazisti e fascisti, oltre ad essere privo di fondamento, sposta lo scontro dal piano politico a quello della delegittimazione personale e genetica. Si tratta di una tecnica retorica che, di fatto, sostiene la narrazione russa della “denazificazione” già usata contro l’Ucraina. Si tratta di un modulo comunicativo ricorrente, basti pensare alla bufala che ancora oggi circola tra i canali filorussi che vorrebbe Angela Merkel come figlia segreta di Adolf Hitler.
Le bufale filorusse su Kaja Kallas
L’accostamento di Kallas al nazismo è un pilastro della disinformazione russa utilizzato per ribaltare la storia delle nazioni baltiche. Come abbiamo documentato nei nostri precedenti fact-checking, l’Alto Rappresentante UE è da tempo nel mirino di operazioni volte a negare le repressioni sovietiche subite dalla sua famiglia.
Ad esempio, era stata diffusa una foto manipolata che spacciava una giovanissima Kallas come una giovane pioniera sovietica. Un’altra bufala puntava, invece, a negare che la sua famiglia sia stata vittima delle deportazioni sovietiche in Estonia.
I media italiani come «marionette» e il paradosso della libertà di stampa
L’intervento si conclude con un duro attacco all’informazione in Italia, accusando i giornalisti italiani di essere semplici «marionette» o «ripetitori».

Risulta paradossale che l’accusa di mancanza di libertà arrivi proprio dai microfoni di un Paese, la Russia, che occupa attualmente il 171° posto su 180 nella classifica mondiale della libertà di stampa redatta da Reporters Without Borders (RSF). L’Italia? Al 49° posto. Di fatto, le critiche al sistema mediatico italiano piovono così dai bassifondi di una graduatoria che vede Mosca tra i regimi più repressivi al mondo per quanto riguarda il diritto all’informazione e la sicurezza dei giornalisti.
