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Nel Ramadan 2026 arrivano la pizza e l’intelligenza artificiale. E il blocco delle esportazioni iraniane cambia la rotta dei datteri

27 Febbraio 2026 - 13:01 Roberta Brodini
Quello in corso è il mese di digiuno dell'anno lunare islamico 1447. E per la prima volta nuove ricette e tecnologia entrano nella quotidianità dei fedeli

Geopolitica e tecnologia entrano nel Ramadan del 2026, o meglio nel Ramadan dell’anno lunare islamico 1447. Quello iniziato il 18 febbraio è un mese dedicato – per gli islamici – al raccoglimento, alla preghiera e all’astensione da tutti i piaceri dei sensi – come mangiare, bere, fumare, avere rapporti sessuali e ascoltare musica – dall’alba fino al tramonto. Ma cosa c’entrano questioni politiche ed economiche e applicazioni tecnologiche con questo rito?

Il dattero e le sue nuove rotte commerciali

La sunna, termine che designa la condotta modello del profeta seguendo gli ahādīth, i detti comprovati del profeta Maometto, raccomanda di interrompere il digiuno serale con una bevanda e dei datteri, prima di assumere il pasto principale. Il dattero è infatti l’alimento preferito per l’apertura dell’iftar, ossia della cena che segue il digiuno. Come riporta il quotidiano libanese An Nahar rispetto ai dati raccolti nel 2025, che permetterebbero di fare previsioni per il 2026, a seguito del divieto temporaneo sulle esportazioni iraniane verso i mercati europei e turchi, si sono aperte opportunità per Tunisia, Arabia Saudita e Algeria. Anche l’Egitto ha registrato un aumento del 30% delle esportazioni rispetto al Ramadan 2024, grazie alla migliore qualità dei datteri egiziani.
Tradizionalmente, l’Iran esporta 350.000 tonnellate di datteri nei Paesi musulmani durante il Ramadan, per un valore di 400 milioni di dollari, ma le esportazioni dell’Iraq sono aumentate a 730.000 tonnellate nel 2024. Negli Emirati Arabi Uniti, la domanda di datteri è aumentata dell’80% durante il Ramadan 2025, con oltre 34 marchi disponibili. Il Marocco ha importato 100.000 tonnellate per un valore di 1,3 miliardi di dirham nel 2025 da Tunisia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, nonostante la sua produzione interna di 160.000 tonnellate.

Non solo cucina tradizionale: approvata la pizza iftar

Sulle tavole che vedono le famiglie riunirsi per celebrare ogni sera l’iftar e la colazione all’alba, il suhoor, Al Jazeera fa sapere che c’è una nuova ricetta, che si affianca a quelle tradizionali: la pizza. La proposta viene dall’esperta culinaria Margaret Baker, nipote di un’italiana, che propone una variante della ricetta partenopea tradizionale come nuovo piatto alterativo e salutare, da accompagnare o alternare alle ricette più tradizionali, spesso più caloriche e diverse di regione in regione, come Kibbe, Shorba, Qatayef, Samosa. La pizza Iftar prevede il rispetto delle tradizionali fasi di preparazione, senza sconti di tempo: «Il segreto per una pizza perfetta è la pazienza», si legge su Al Jazeera. Accanto all’impasto tradizionale, vengono proposte delle varianti, come una salsa besciamella alla quale aggiungere aglio arrostito, noce moscata e parmigiano o mozzarella.

Il problema dei fusi orari

Una curiosa storia quest’anno proviene dalla costa del Mar Nero, tra le province turche di Samsun e Ordu (a nord), dove c’è un centro abitato unico, diviso da una strada larga non più di 7 metri in due villaggi appartenenti amministrativamente a due province diverse. Da un lato della strada, si trova il villaggio di Ambar Tepe, appartenente a Samsun, e dall’altro il villaggio di Şin Tepe, appartenente a Ordu. Ogni villaggio ha la propria moschea e la distanza tra le due moschee non supera i 100 metri. Tuttavia, i due paesi appartengono a province che seguono fusi orari di riferimento per la preghiera e l’inizio del digiuno differenti. Risultato? Nell’orario della chiamata alla preghiera del Maghreb, ovvero quello eseguita al tramonto, la moschea di Şin Tepe chiama la preghiera a uno, o un minuto e mezzo, prima di quella di Ambar Tepe.
Come coordinarsi quindi, specie tra amici e parenti che vogliono pregare e cenare insieme? Sono state avanzate diverse soluzioni: unificare l’orario per permettere alle comunità di festeggiare nello stesso momento, scegliendo come riferimento quello di Ambar Tepe, la più ritardataria tra le due. Oppure, scegliere semplicemente come riferimento il sole, affidandosi all’incontrovertibile momento del tramonto. Infine, c’è chi, da Ambar Tepe, sta pensando di trasferirsi a Şin Tepe per poter mangiare ogni giorno qualche minuto prima.

Tecnologia ed AI a supporto della preghiera

E per chi pensa che l’Islam sia composto solo di tradizione e rigidi precetti, non al passo con i tempi, arrivano app dotate delle più moderne tecnologie ad assistere i fedeli nella pratica religiosa e nella vita di tutti i giorni. Tra queste, Al Jazeera suggerisce l’App Ayat che offre a tutti i fedeli un servizio AI con una funzionalità che consente di porre domande in tempo reale sul significato dei versetti coranici letti, per poter chiarire quali scelte e condotte tenere nelle situazioni quotidiane. Molto diffusa è ormai anche la funzionalità di correzione AI in tempo reale della recitazione coranica. Quest’ultima è considerata una vera e propria arte nelle società musulmane, dove si crede che possa portare benefici sia di carattere materiale che spirituale. Devono però essere seguite, durante la sua esecuzione, le tajwiid, le guide formali che includono la velocità della recitazione, l’enfasi, le pause, le battute d’arresto, il suono, il ritmo e la pronuncia.

La app per combinare Ramadan e ciclo mestruale

Nella comunità islamica femminile, sono sempre più diffuse app che aiutano a combinare al meglio i tempi dettati dalla biologia del corpo con le prescrizioni coraniche. Tra queste spicca MyHayd, uno strumento essenziale per distinguere correttamente tra Hayd (mestruazioni) e Istihada (perdite irregolari), che permette alle donne di gestire le proprie preghiere, Salah, e il digiuno senza dubbi. Al termine del ciclo mestruale, durante il quale digiuno e preghiera sono vietati a causa della condizione di impurità rituale che le mestruazioni comportano, è infatti richiesto loro di praticare l’abluzione maggiore, detta ghuls, prima di tornare a pregare. La stessa regola si applica alle donne che hanno partorito, fino a quaranta giorni dopo il parto. L’app, interamente in lingua araba, convince le utenti perché è gestita da studiosi e offre un sistema di domande e risposte (FAQ) anonime. Questo è visto come il vero “punto di svolta” rispetto alle comuni App di tracciamento o alle ricerche su Google.

Le prime volte del Ramadan: dallo stadio Old Trafford al City Hall

Questo 2026 si distingue anche per le prime celebrazioni ufficiali del Ramadan e dell’apertura dell’iftar in nuovi contesti: come testimonia Al Jazeera, l’adhan, il canto rituale che segna la chiamata alla preghiera, è stato recitato e registrato in un video nello Stretford End, la tribuna ovest dello stadio Old Trafford di Manchester, trasformando le tribune solitamente affollate in uno spazio di preghiera. L’evento fa parte di una serie di attività comunitarie promosse dal MUMSC (Manchester United Supporters Club) in collaborazione con la dirigenza del Manchester United. A intonare il canto è stato il recitatore britannico Ibrahim Idris.
Oltreoceano, in una New York amministrata dal suo primo sindaco musulmano, è Zohran Mamdani ad aver portato per la prima volta l’iftar all’interno del City Hall. Sin dal suo ingresso nella legislatura dello stato di New York nel 2021, ha scelto di celebrare il Ramadan sia nelle attività pubbliche sia durante la sua campagna elettorale. Famoso e discusso il suo post su X in campagna elettorale lo scorso marzo, nel quale rompeva il digiuno in metro con un burrito. Con l’avvicinarsi dell’inizio del Ramadan 2026, ha scelto poi di distribuire datteri all’interno del New York State Capitol, al termine di un’udienza di bilancio, mentre ha comunicato che celebrerà l’iftar serale nei suoi ristoranti preferiti di quartiere, sostenendo l’indotto locale, e distribuendo tramite la sua amministrazione cibo per i membri della comunità più in difficoltà.

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