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Epstein files e l’assurdo crossover con l’11 settembre

28 Febbraio 2026 - 20:09 Juanne Pili
Maxwell sarebbe stata invitata a far parte di una commissione di presunti esperti, le cui conclusioni criticano diverse mancanze dell'amministrazione Bush

Diverse condivisioni Facebook (per esempio qui e qui) collegano gli Epstein files addirittura alla teoria del complotto dell’11 settembre 2001, secondo cui gli attentati di Al Quaida sarebbero stati messi in atto dallo stesso governo americano.

Per chi ha fretta:

  • In uno scambio mail del 2003 Ghislaine Maxwell declina un invito a partecipare a una «commissione ombra« sul «9/11».
  • La narrazione in oggetto suggerisce un coinvolgimento degli Epstein nel cosiddetto “complotto” dell’11 settembre 2001.
  • La mancanza di alcuni omissis negli Epstein files ci permette di risalire al progetto online di Edward Epstein, un giornalista investigativo morto di Covid-19 nel 2024.
  • Gli esiti della commissione, i cui membri restano ignoti, suggeriscono gravi negligenze da parte dell’amministrazione Bush, che avrebbe così lasciato accadere gli attentati.
  • All’epoca il sito Web di Edward Epstein era consultabile online, come si riscontra dalle copie cache di Web Archive.

Analisi

La narrazione condivisa è la seguente:

C’è una GRANDE notizia nei file di Epstein che merita un’analisi più approfondita.

In effetti, quasi tutte le redazioni dovrebbero indagare… ma non hanno i permessi necessari, quindi non la stanno affrontando.

C’è un’email che invita Ghislaine Maxwell a una “Commissione ombra” segreta sull’11 settembre e un’altra, datata una settimana dopo l’11 settembre, che le chiede: “Dov’è il vero pilota?”.

Qualsiasi giornalista ragionevole si chiederebbe cosa significhi, soprattutto visti i legami di Maxwell ed Epstein con l’intelligence.

Cosa sapeva? Inoltre, molte persone intelligenti e qualificate per oltre 2 decenni hanno sottolineato gli ENORMI problemi con la versione ufficiale dell’11 settembre, chiunque… chiunque sia ragionevole vedrebbe un titolo enorme qui.

Il motivo per cui parlo di “permessi necessari” qui è che è proprio questo il punto.

Abbiamo lavorato per quasi 2 decenni su un sacco di argomenti.

Abbiamo visto come ciò di cui non si poteva parlare 15 anni fa sia diventato un luogo comune negli ultimi 5.

L’argomento dell’11 settembre ha fatto passi da gigante nella crescita dello spazio di informazione consentito lo scorso anno, con molti ex giornalisti mainstream che ora ne parlano.

Ma pur essendo ancora mainstream, è intoccabile.

Se aspettate che i media mainstream ammettano qualcosa prima di esaminarla ragionevolmente, tutto quello che posso dire è che significherà che siete indietro di 5-10 anni rispetto a ciò che è già ragionevolmente ovvio.

In questo caso, che la narrazione ufficiale dell’11 settembre è falsa.

Numeri di fascicolo: EFTA00578730, EFTA00580430.

Dal profilo Fb. – Collective evolution –

Le origini del crossover “Epstein files & 11 settembre”

La narrazione originale reca la firma del fisico complottista Madhava Setty, che l’ha pubblicata originariamente nel suo profilo Substack. Il testo è incentrato attorno alla teoria del complotto dell’11 settembre. In particolare nota che, per quanto «non ci sono pistole fumanti», alcune delle persone menzionate negli Epstein files «avevano ruoli curiosi da svolgere nella narrazione dell’11 settembre che il pubblico ha accettato per 24 anni».

Tra queste persone troviamo l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak, il quale « è apparso sulla BBC la mattina dell’11 settembre e ha detto al mondo chi era responsabile degli attacchi […] Come era così sicuro di chi fosse responsabile se la Torre Nord aveva colpito il suolo solo un’ora prima?». Arriviamo quindi al secondo elemento, che l’autore collega causalmente. «I file mostrano che in almeno un’occasione Barak ha chiesto a Epstein cosa voleva che dicesse davanti alle telecamere». Linka quindi il file EFTA01763986, dove il nome di Barak non compare mai.

Ma il problema è a monte. La domanda di Setty parte dal presupposto sbagliato. Lo si capisce fin dalle prime parole di Barak:

«Il mondo non sarà più lo stesso da oggi in poi. È un attacco contro l’intera civiltà. Non so chi sia il responsabile». Poi ipotizza che «lo scopriremo tra 12 ore se si tratta di una sorta di organizzazione di Bin Laden e anche se si tratta di qualcos’altro».

Prima dell’11 settembre c’era già stato un attentato contro le Torri Gemelle di New York, quello del 26 febbraio 1993. In quel caso venne fatto esplodere un camion nei parcheggi sotterranei della Torre Nord. Gli attentatori vennero identificati come facenti parte di un gruppo jihadista legato a Ramzi Yousef, da cui avrà origine Al-Qaeda. L’organizzazione di Bin Laden era già nota per altri attentati.

Nel maggio 1998 il collega della ABC News, John Miller, riuscì a ottenere un’intervista da Bin Laden. Qui il leader dei terroristi islamici fa capire senza eufemismi che considerava legittimo uccidere gli americani, civili compresi. Riteneva infatti che la jihad contro gli USA fosse un dovere religioso. È per questo che quest’uomo era considerato un soggetto pericoloso ben prima dell’11 settembre 2001. Dunque, non appare più così strano sentire un ex premier ipotizzare che dietro agli attentati ci fosse proprio Bin Laden.

Seguono diverse congetture, dove l’autore critica le ricostruzioni del NIST in merito a come sono cadute le Torri Gemelle. Per maggiori approfondimenti consigliamo la lettura della nostra Guida utile. Il punto è che secondo Setty, negli Epstein files troviamo anche Howard Lutnick. Il nome viene ritenuto sospetto, in quanto «il NIST è una filiale del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti». Il Dipartimento del Commercio è attualmente guidato proprio da Lutnick. Il file che lo incriminerebbe è il EFTA01249207.

Dal momento che non esiste una contro-amalisi altrettanto formata da veri esperti nel settore in grado di smentire prove alla mano la ricostruzione del NIST, sostenere che sia errata perché l’attuale capo di un Dipartimento, di cui il NIST è una filiale, compare nei file dell’archivio di Epstein, ci sembra una “forzatura”, per usare un eufemismo. Precisiamo subito che non fa eccezione quel documento di veri o presunti architetti e ingegneri che avrebbe smontato la “ricostruzione ufficiale”.

Ghislaine Maxwell e la «Commissione ombra» sull’11 settembre

La parte conclusiva dell’articolo di Setty viene ripresa anche nelle condivisioni nostrane. Riportiamo una sintesi:

C’è un’email che invita Ghislaine Maxwell a una “Commissione ombra” segreta sull’11 settembre e un’altra, datata una settimana dopo l’11 settembre, che le chiede: “Dov’è il vero pilota?”.

Gli Epstein files a supporto sarebbero i seguenti: EFTA00578730 e EFTA00580430. Il primo documento viene citato da Setty, il secondo è probabilmente una aggiunta di chi ha condiviso la narrazione nelle pagine italiane. La prima mail a cui fa riferimento l’autore originale di questo “crossover” risale al 6 gennaio 2003. L’oggetto fa riferimento all’invito presso una «commissione ombra». Nel testo si legge «Qualsiasi interesse a far parte della Shadow Commission l’11 settembre. L’elenco dei membri è segreto». Nel secondo documento, datato 18 settembre 2001 qualcuno chiede «dove il vero pilota?».

Sono in tutto 10 gli Epstein files dove compare menzionata una «Shadow Commission». Non ci resta che esaminare queste fonti cronologicamente. Si tratta di tre scambi mail che vengono riportati in maniera ridondante. Questo ci permette anche di vedere dei particolari che inizialmente erano stati censurati, come alcuni riferimenti a dei siti Web:

Cos’è e cosa avrebbe scoperto la Shadow Commission

Prendiamo per esempio la prima mail che Maxwell indirizza a un certo «Ed». Qui Maxwell spiega che non potrà partecipare alla shadow commission prevista alle 07:02 PM del giorno successivo, domenica 5 gennaio 2003.

In alcuni file viene censurato l’indirizzo di un sito Web, in altri restano in chiaro. I riferimenti censurati sono al sito “edwardjayepstein.com“. Il sito attualmente è privato, ma si possono recuperare le copie cache da Web Archive. Deduciamo dunque che “Ed” potrebbe essere Edward Jay Epstein, giornalista investigativo e professore di scienze politiche ad Harvard, morto di Covid il 9 gennaio 2024.

La sua presenza negli Epstein files risulta anche nella sua pagina Wikipedia. Non deve essere un caso se il suo sito Web smette di essere online dopo la sua morte. Curiosamente Edward non risulta imparentato con Jeffrey.

Come accennato è possibile riesumare il sito Web di Ed Epstein. Nel febbraio 2003 troviamo un riferimento alla shadow commission, che all’epoca era dunque di pubblico dominio. Possiamo quindi risalire agli atti di questa “commissione ombra” a cui Maxwell era stata invitata a partecipare un mese prima. Vengono elencate sette questioni prioritarie, con relativi link per approfondire:

1. C’è stato un fallimento militare o della catena di comando l’11 settembre? clicca qui
2. C’è stato un guasto alla sicurezza da parte delle compagnie aeree e/o degli aeroporti l’11 settembre? clicca qui
3. C’è stato un fallimento da parte della CIA nel perseguire informazioni da fonti straniere? clicca qui
4. C’è stato un fallimento da parte dell’FBI nel raccogliere, analizzare o diffondere informazioni sulla cospirazione dell’11 settembre? clicca qui
5. C’è stato un fallimento della valutazione del rischio da parte del presidente? clicca qui
6. Le forze dell’ordine americane hanno già stabilito l’ordine di battaglia della cospirazione che ha diretto, finanziato, documentato e organizzato i dirottatori che hanno effettuato gli attacchi aerei l’11 settembre? clicca qui
7. C’era una connessione tra l’attacco aereo e le sonde di antrace del settembre 2001? clicca qui

In sintesi, la cosiddetta commissione ombra analizza i molteplici fallimenti strutturali e d’intelligence che hanno preceduto gli attacchi dell’11 settembre, evidenziando le lacune del NORAD, dell’FBI e della CIA nel prevenire la tragedia. Vengono esaminate criticamente le procedure di sicurezza aeroportuale e la mancata condivisione di informazioni cruciali riguardanti i sospetti terroristi in addestramento negli Stati Uniti. Una sezione significativa documenta misteriosi attacchi all’antrace avvenute lo stesso anno degli attentati, ipotizzando un possibile collegamento tra i dirottatori e la diffusione di agenti biologici letali. Gli autori mettono dunque in discussione la valutazione dei rischi da parte dell’amministrazione Bush e la capacità delle agenzie federali di individuare i presunti registi occulti degli attentati.

Conclusioni

Dunque Maxwell sarebbe stata invitata a far parte di una commissione di presunti esperti, le cui conclusioni criticano diverse mancanze dell’amministrazione Bush nel prevenire e gestire gli attentati. Comunque si voglia interpretare questi testi, non sembrano un tentativo di tenere all’oscuro gli americani di eventuali aspetti controversi dell’11 settembre. Il sito Web in oggetto è rimasto disponibile online fino alla morte di Ed Epstein.

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