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Trump sull’Iran: «Li stiamo massacrando: presto una nuova ondata». L’ipotesi di nuovi soldati: «Possiamo andare oltre le 5 settimane»

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Il presidente degli Stati Uniti durante la conferenza stampa alla Casa Bianca: «I missili iraniani potrebbero raggiungere l'America»

«L’Iran costituisce una minaccia enorme non solo per il Medio Oriente, ma anche per gli Stati Uniti: i suoi missili potrebbero raggiungere il nostro Paese». Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump durante una cerimonia alla Casa Bianca, intervenendo sull’attacco congiunto condotto da Stati Uniti e Israele contro la repubblica islamica. «Il regime disponeva già di missili in grado di colpire l’Europa e le nostre basi, sia locali che all’estero, – ha proseguito – e presto avrebbe avuto missili in grado di raggiungere la nostra splendida America». Il presidente Usa ha inoltre ricordato di aver avvertito Teheran, dopo i raid di giugno, di non riprendere il programma nucleare. «Un Iran dotato di missili a lungo raggio e dell’arma atomica – ha sottolineato – rappresenterebbe una minaccia intollerabile». Trump ha quindi descritto l’operazione di sabato come «un’ultima occasione» per attaccare l’Iran, ribadendo che l’obiettivo era smantellare le capacità missilistiche del Paese e bloccare la produzione di nuovi armamenti, così da impedire a quello che ha definito «il principale sponsor del terrorismo» di ottenere l’arma nucleare. «Tutti ci sostenevano. Semplicemente non hanno avuto il coraggio di dirlo», ha aggiunto, assicurando che la missione proseguirà con determinazione e sostenendo che Washington sarebbe in anticipo rispetto ai programmi iraniani. «Avevamo preventivato 4-5 settimane ma abbiamo la capacità di andare oltre. Continuiamo con determinazione per soffocare la minaccia, prevarremo», ha concluso.

Trump ai media Usa: «Li stiamo massacrando»

In un’intervista alla Cnn, il presidente degli Stati Uniti ha affermato: «Li stiamo massacrando. Credo che stia andando molto bene». Ha però aggiunto che «non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente» e che «la grande ondata deve ancora arrivare», assicurando che sarebbe imminente. Sempre nella giornata di oggi, in un colloquio con il New York Post, Trump ha spiegato di non escludere l’invio di truppe statunitensi in Iran «se necessario», precisando che l’operazione denominata Operazione Epic Fury sta procedendo «ampiamente in anticipo sui tempi previsti». «Non dirò, come fanno tutti i presidenti, “non ci saranno uomini sul campo”. Dico invece che probabilmente non ce n’è bisogno, ma saranno impiegati se necessario», ha dichiarato.

«Dopo i colloqui di Ginevra ho deciso di attaccare l’Iran»

Trump ha deciso di colpire l’Iran «dopo i colloqui» tenutisi giovedì a Ginevra. Nell’intervista al Ny Post ha riferito che i negoziati erano stati «molto seri», ma che poi la controparte si sarebbe tirata indietro. Ha aggiunto che, in seguito agli attacchi di giugno, gli Stati Uniti avrebbero scoperto nuove attività in un sito diverso, dove – a suo dire – si stava lavorando alla costruzione di un’arma nucleare. «A quel punto era chiaro che fosse arrivato il momento di intervenire», ha concluso, precisando inoltre di non essere «preoccupato» per eventuali ritorsioni da parte del regime iraniano.

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