Strage di Minab, la verità sulla foto commovente del funerale delle bambine diffusa da utenti e giornalisti

Circola sui social, da X a Facebook, un’immagine straziante che documenterebbe il funerale delle bambine rimaste uccise nel bombardamento della scuola di Minab, in Iran, nel corso delle operazioni congiunte da parte di Usa e Israele. Lo scatto, che mostra decine di piccoli corpi avvolti in sudari bianchi, è diventato in poche ore il simbolo del dolore per la tragedia consumata negli scorsi giorni. A diffondere la foto è stato un giornalista pakistano, ma un’analisi attenta dei dettagli ha fatto emergere una verità diversa da quella che appare a prima vista.
Per chi ha fretta
- L’immagine è stata diffusa originariamente da Harmeet Singh, giornalista e anchor pakistano.
- Analizzando lo scatto si notano i classici “glitch” dell’AI, come volti deformati, occhi fusi e arti anatomici errati.
- Lo stesso autore, dopo la diffusione virale, ha ammesso nei commenti che si tratta di una creazione simbolica realizzata con software generativi.
La diffusione virale
Tra coloro che hanno condiviso l’immagine troviamo Il Messaggero, ottenendo oltre 8.700 condivisioni su Facebook, accompagnandola con un testo assertivo:
Iran, la strage delle studentesse-bambine: uccise a scuola nell’attacco di Israele e Usa. Le lacrime delle madri e il maxi-funerale

Le anomalie dell’immagine
Un’analisi ravvicinata rivela immediatamente la natura sintetica del contenuto. In diversi punti della foto, l’algoritmo di generazione non è riuscito a ricostruire correttamente i dettagli umani. Ad esempio, la foto della seconda bambina a sinistra è un duplicato della prima a destra, con un occhio che appare “fuso” con la pelle. Ulteriori dettagli li troviamo nelle donne chinate su uno dei corpi, come la mano dall’aspetto dubbioso e una strana luce rossa. Infine, le figure umane sullo sfondo presentano tratti privi di definizione realistica, tipici di un’immagine generata con l’AI.

La conferma del giornalista Harmeet Singh
A diffondere il contenuto è stato Harmeet Singh, giornalista pakistano, attraverso un post X del 3 marzo 2026 alle 9:12 del mattino (fuso orario italiano). Incalzato dagli utenti sulla veridicità dello scatto, Singh ha risposto apertamente sul suo profilo X:
Ho condiviso la foto generata dall’IA simbolicamente per riflettere la portata della tragedia. Nella realtà, la situazione è ancora più orribile […] Oltre 160 studenti sarebbero stati uccisi.

Conclusioni
L’immagine oggetto di verifica non è un documento giornalistico, ma una rappresentazione grafica generata attraverso l’Intelligenza Artificiale. Anche se l’evento della scuola di Minab è oggetto di cronaca, questa specifica “foto” non deve essere utilizzata per documentare i fatti, poiché priva di valore probatorio e confermata come falsa dal suo stesso autore.
Sebbene il giornalista abbia giustificato il post con finalità di sensibilizzazione, l’uso di immagini sintetiche spacciate (volontariamente o meno) per cronaca documentale alimenta la disinformazione, rendendo difficile distinguere i fatti reali dalle rappresentazioni artificiali in contesti di guerra.
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