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730 giorni lontano da casa: l’analisi sulle “foto emotive” del ritorno dei soldati ucraini dalla prigionia russa

05 Marzo 2026 - 14:31 David Puente
Collage di quattro foto che mette a confronto immagini generate dall'intelligenza artificiale e foto reali di soldati ucraini tornati dalla prigionia, con il bollino "Fact-Checking" in evidenza.
Collage di quattro foto che mette a confronto immagini generate dall'intelligenza artificiale e foto reali di soldati ucraini tornati dalla prigionia, con il bollino "Fact-Checking" in evidenza.
Le immagini degli abbracci tra i militari ucraini e le loro famiglie dopo due anni di prigionia russa stanno facendo il giro dei social. Tuttavia, l'analisi tecnica sui pixel e il rilevamento dei watermark digitali svelano una realtà diversa

Circolano diverse foto estremamente toccanti che ritraggono l’abbraccio tra un soldato ucraino e la la sua compagna prima e dopo, si legge, “730 giorni lontano da casa” dalla la prigionia nelle carceri dell’invasore russo. Tuttavia, nonostante il messaggio di speranza e la denuncia per i reali trattamenti subiti dagli ucraini, l’analisi tecnica rivela una realtà ben diversa da quella raccontata.

Per chi ha fretta

  • Le foto vengono presentate come scatti reali del prima e del ritorno di un militare ucraino dopo due anni di guerra nelle prigioni russe.
  • Alcuni dettagli visivi, come la gestione delle luci, sollevano sospetti sulla loro autenticità.
  • L’analisi digitale tramite il sistema SynthID ha confermato l’origine artificiale delle immagini.
  • Non si tratta di fotografie reali, ma di contenuti generati o modificati tramite l’Intelligenza Artificiale.

I post virali e la “call to action” emotiva

Le immagini in questione vengono condivise accompagnate da testi standardizzati, come la frase «730 giorni lontano da casa: il ritorno di un soldato ucraino». I post, di fatto, puntano a massimizzare la portata organica attraverso l’indignazione e l’empatia:

730 giorni lontano da casa. Il ritorno di un soldato ucraino diventa un momento che dice tutto: il tempo, la paura, l’attesa… e l’abbraccio che cura più di mille parole.
Metti [cuore] se credi nel valore della famiglia
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Screenshot di un post Facebook virale con la foto generata dall'IA di un soldato ucraino che abbraccia la compagna e un testo che invita all'engagement emotivo.
L’esempio di un post social che sfrutta la narrazione del ritorno dalla prigionia per generare interazioni artificiali.

Perché si tratta di immagini generate dall’AI

Abbiamo analizzato la struttura invisibile dei pixel delle immagini circolanti. Di fatto, queste immagini contengono un watermark SynthID, il che indica che sono state generate o pesantemente modificate con l’IA di Google.

Analisi forense digitale della prima foto che mostra il rilevamento del watermark SynthID, confermando l'origine sintetica dell'immagine.
I risultati dell’analisi tecnica sulla prima immagine: il watermark digitale conferma l’intervento dell’intelligenza artificiale.

Il sistema SynthID agisce come una firma digitale invisibile. Anche se le foto sembrano reali a un occhio inesperto, la presenza di questo watermark certifica che la scena dell’abbraccio e il volto del soldato “tornato dalla prigionia” sono il prodotto di un algoritmo e non di un fotografo sul campo.

Schermata dei risultati tecnici di SynthID applicati alla seconda immagine del soldato ucraino, con l'indicazione di contenuto generato da IA.
Anche il secondo scatto analizzato presenta la firma invisibile dei modelli generativi di Google.

La denuncia dei media ucraini

Diversi media ucraini, come Suspilne.media, dal 2025 denunciano l’abuso delle immagini false e generate con l’AI sul tema dello scambio di prigionieri. L’articolo riporta la critica dell’esperto di media Serhiy Shturkhetskyi:

Dato che il tema dello scambio di prigionieri è molto doloroso, alcune persone stanno iniziando ad abusarne. Ora l’obiettivo principale dell’operazione psicologica è indebolire la nostra capacità di resistenza. Usano certi schemi, contando sul fatto che siamo in costante stress. Più dura la guerra, più forti sono gli sbalzi emotivi nelle persone.

[…]

C’è un laboratorio a San Pietroburgo dove gli psicologi militari analizzano e disegnano modelli per gli artisti, che poi vengono prodotti in fabbriche asiatiche dietro compenso minimo. Ora è difficile stabilire se questi collage siano autentici, poiché vengono sempre più spesso creati dall’intelligenza artificiale. Ma è possibile, perché chi li genera utilizza programmi semplici e si concentra sulla quantità. Vengono creati migliaia di collage di questo tipo

Screenshot dell'articolo del 2025 del media ucraino Suspilne.media che denuncia l'abuso delle immagini generate con l'AI sul tema dello scambio dei prigionieri.
Screenshot dell’articolo del 2025 del media ucraino Suspilne.media che denuncia l’abuso delle immagini generate con l’AI sul tema dello scambio dei prigionieri.

La realtà documentata contro la finzione dell’IA

L’uso di figure generate dall’intelligenza artificiale rischia di sminuire la realtà dei fatti, ma è bene precisare che smentire l’autenticità di queste specifiche immagini non significa negare il dramma dei prigionieri di guerra ucraini o le condizioni disumane documentate nelle carceri russe.

Fotografie autentiche di soldati ucraini appena rilasciati dalla prigionia russa, che mostrano evidenti segni di malnutrizione e sofferenza fisica.
La realtà del fronte: le condizioni fisiche dei militari ucraini realmente liberati la detenzione.

Le foto diffuse dagli organi ufficiali ucraini, così come dai fotografi di diverse agenzie, mostrano le vere condizioni dei soldati ucraini rilasciati dopo mesi o anni di prigionia, presentando spesso i segni evidenti di malnutrizione (e non solo).

Screenshot di un post Instagram con le testimonianze visive dei prigionieri rilasciati.
Screenshot di un post Instagram con le testimonianze visive dei prigionieri rilasciati.

Conclusioni

Sebbene il dramma dei prigionieri di guerra ucraini sia reale e documentato da fonti ufficiali, le immagini analizzate sono prodotti sintetici creati dall’intelligenza artificiale.

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