Chi ha colpito la scuola di Minab in Iran? Il pesante indizio nelle mappe dell’operazione “Epic Fury”

Chi è il vero responsabile del bombardamento della scuola femminile di Minab, in Iran? Questa è la domanda che circola da giorni in maniera incessante, alimentata da indiscrezioni e accuse incrociate. Dopo aver analizzato e smentito i numerosi contenuti generati dall’intelligenza artificiale e le false rivendicazioni circolate sui social, una svolta arriva direttamente dal Pentagono, molto probabilmente “a loro insaputa”. Il pesante indizio sul bombardamento contro le strutture di Minab non si trova in un leak anonimo, ma è cristallizzato in una mappa ufficiale dell’operazione “Epic Fury”, pubblicata sul portale del Department of War statunitense e mostrata durante una conferenza stampa del Segretario della Guerra Pete Hegseth.
Per chi ha fretta
- Nelle mappe mostrate dal Generale Dan Caine e pubblicate sul sito governativo War.gov, l’area di Minab è inclusa tra i target colpiti dalle forze USA nelle prime 100 ore.
- Le immagini satellitari confermano che l’attacco mirava al complesso militare dell’IRGC “Seydal-e-Shohada”, adiacente alla scuola.
- L’edificio faceva parte della base militare fino al 2013. C’è la possibilità che vecchi database non aggiornati lo abbiano classificato ancora come obiettivo militare.
- Secondo quanto affermato da Caine, citato dal New York Times, le forze israeliane stavano operando prevalentemente nel nord dell’Iran, mentre gli Stati Uniti a sud, dove si trova Minab.
La mappa del Pentagono: un’evidenza involontaria?
Ufficialmente, il Pentagono non ha confermato la responsabilità della strage, limitandosi a dichiarare che sono in corso indagini sulle segnalazioni di vittime civili. Tuttavia, la documentazione prodotta e resa pubblica dal Ministero della Guerra per illustrare i progressi dell’operazione Epic Fury fornisce un’indicazione geografica molto precisa.
Nel briefing tenuto dal Generale Dan Caine (Chairman of the Joint Chiefs of Staff) e dal Segretario Pete Hegseth, è stata mostrata una mappa degli “ingaggi” (disponibile sul sito ufficiale). In questa cartografia, i punti di attacco statunitensi si sovrappongono alla zona di Minab.

Come riportato dal New York Times, citando lo stesso Caine, in questa fase del conflitto esiste una chiara suddivisione operativa, dove le forze israeliane sono concentrate sui siti missilistici del nord, mentre gli Stati Uniti hanno assunto la responsabilità per le infrastrutture navali e dei Pasdaran nel sud e sud-orientale, area in cui ricade la scuola colpita.
Perché è stata colpita una scuola? Il giallo delle coordinate
Com’è possibile che un bombardamento abbia centrato l’istituto scolastico? La risposta potrebbe risiedere nel passato militare dell’edificio. Grazie alle immagini satellitari storiche analizzate da Open, BBC dai colleghi di Factnameh, sappiamo che fino al 2013 la struttura faceva parte del complesso militare Seyyed al-Shohada-Asef dei Pasdaran. Solo nel 2016 l’edificio è stato separato dalla base con un nuovo muro per diventare una scuola femminile.

Se i sistemi di puntamento di “Epic Fury” hanno attinto a database di intelligence (le cosiddette “banche bersagli”) non aggiornati, l’edificio è risultato ancora come obiettivo militare.

Nello stesso istante dell’impatto sulla scuola, come possiamo vedere grazie alle immagini satellitari fornite su X da Geoff Brumfiel (NPR), almeno altri sette edifici della base adiacente venivano distrutti con precisione chirurgica, a conferma di un attacco mirato all’intero quadrante.
