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Il Papa caccia il vescovo caldeo di San Diego dopo l’arresto: le accuse sui soldi per i poveri, il riciclaggio e quelle visite ai bordelli di Tijuana

10 Marzo 2026 - 12:54 Giovanni Ruggiero
Papa Leone caccia vescovo caldeo di San Diego
Papa Leone caccia vescovo caldeo di San Diego
Emanuel Hana Shaleta stava provando a scappare dagli Stati Uniti, quando è stato fermato all'aeroporto di San Diego. Le indagini sul denaro in contanti gestito dal vescovo per "rimborsi", anziché finire in un fondo per i poveri

Leone XIV ha rimosso oggi dal governo della diocesi caldea di San Diego monsignor Emanuel Hana Shaleta, accettandone la rinuncia. Secondo fonti vaticane citate da Ansa, le dimissioni erano state presentate prima dell’arresto, avvenuto il 5 marzo all’aeroporto internazionale di San Diego mentre il vescovo tentava di lasciare gli Stati Uniti. Le accuse sono pesanti: appropriazione indebita e riciclaggio di denaro. Al suo posto è stato nominato amministratore apostolico monsignor Saad Hanna Sirop.

Oltre 400mila dollari in contanti gestiti fuori dai canali ufficiali

Secondo una ricostruzione di The Pillar e Infovaticana.com, le irregolarità riguardano i conti della cattedrale caldea di San Pietro a El Cajon, in California. In particolare, i canoni d’affitto di una sala parrocchiale, circa 33.990 dollari al mese, per diversi mesi non risultavano versati dalla società locataria, ma da un fondo interno destinato alla beneficenza. Un sistema di pagamenti in contanti gestito direttamente dal vescovo avrebbe coinvolto almeno 427mila dollari, con “rimborsi” alla parrocchia prelevati dal fondo per i poveri. Il caso è stato segnalato nel 2025 sia al Nunzio Apostolico che alla procura della contea di San Diego, e l’indagine penale è tuttora in corso. Il Dicastero per le Chiese Orientali ha parallelamente affidato un’inchiesta canonica all’arcivescovo di Los Angeles, José Gómez.

Le accuse personali contro Shaleta: visite notturne a Tijuana e conto cointestato

Il dossier inviato alla Santa Sede, sempre secondo The Pillar, non si limita al capitolo finanziario. Un investigatore privato, ex agente FBI, avrebbe documentato ripetuti viaggi notturni del vescovo in un locale di Tijuana collegato dai media locali alla prostituzione. Tra gli elementi contestati anche un conto bancario cointestato per anni con una donna che era stata segretaria parrocchiale agli inizi del suo ministero.

Il cardinale Sako lascia il Patriarcato di Baghdad: «Mi dedicherò alla preghiera»

Sempre oggi, Leone XIV ha accolto anche la rinuncia del cardinale Louis Raphaël Sako al Patriarcato di Baghdad dei Caldei. Sako, ricorda Infovaticana, avrebbe più volte sollevato dubbi per le accuse sulle irregolarità finanziarie. Il patriarca avrebbe cercato sponde in Vaticano per tutelare Shaleta, magari affidandogli un altro incarico ecclesiastico. Sako, 77 anni, alla guida della Chiesa irachena durante gli anni della persecuzione dell’Isis e protagonista dell’accoglienza di Papa Francesco nel viaggio in Iraq del 2021, ha spiegato la sua scelta in una lettera: «Due anni fa, quando ho compiuto 75 anni, ho iniziato a pensare di presentare le mie dimissioni, e ne avevo già parlato con il defunto Papa Francesco, ma lui mi ha incoraggiato a rimanere». Sako ha aggiunto di volersi dedicare «alla preghiera, alla scrittura e al semplice servizio», auspicando che il suo successore sia «dotato di solida cultura teologica, coraggio e saggezza» e precisando di andarsene senza possedere nulla, «né casa né auto».