Case Green, l’Ue apre una procedura d’infrazione contro l’Italia: cosa rischia davvero il governo per il mancato piano sugli edifici

La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia e altri 18 altri paesi in relazione alla cosiddetta direttiva sulle Case Green. Il governo, così come la maggior parte delle altre capitali europee, non ha presentato il proprio piano nazionale di ristrutturazione degli edifici entro la scadenza previsto, ossia il 31 dicembre 2025. A questo punto, il ministero dell’Ambiente ha due mesi di tempo per rispondere alla lettere di costituzione in mora. In assenza di una «risposta soddisfacente», Bruxelles potrà decidere di portare avanti l’iter d’infrazione inviando un parere motivato.
Cosa prevede la direttiva case green
La direttiva europea sull’efficientamento energetico degli edifici (Epbd) è stata approvata in via definitiva nel 2024 e punta ad abbattere le emissioni del comparto edilizio fino a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, in linea con i dettami del Green Deal. Per compiere questo percorso e rispettare tutte le scadenze, Bruxelles ha previsto una serie di obiettivi intermedi, ossia la riduzione dei consumi energetici degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.
I prossimi passi del governo
Per l’Italia si tratta di una sfida tutt’altro che scontata, considerato che deve fare i conti con uno dei parchi immobiliari più vecchi e inquinanti di tutta l’Unione europea. Secondo una stima del Politecnico di Milano, il nostro Paese dovrebbe spendere circa 180 miliardi di euro per rispettare i nuovi obiettivi. La direttiva sulle Case Green è stata approvata in via definitiva nel maggio 2024 con due soli voti contrari: l’Ungheria di Viktor Orbán e, appunto, l’Italia. Da allora, il governo Meloni non ha annunciato alcuna nuova iniziativa sul fronte dell’efficientamento energetico degli edifici, affidandosi in larga parte ai numerosi stanziamenti già previsti con il Pnrr, soprattutto per scuole e pubblica amministrazione.
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Cos’è il piano nazionale di ristrutturazione
L’Italia, così come tutti gli altri paesi europei, avrà tempo fino a maggio di quest’anno per recepire la direttiva sulle Case Green nel proprio ordinamento. Ma in attesa di quella scadenza, il governo ha perso di vista un altro passaggio. Entro la fine del 2025, tutti i paesi Ue avrebbero dovuto presentare il proprio piano nazionale di ristrutturazione, una sorta di panoramica del patrimonio edilizio nazionale e delle misure da mettere in campo per rispettare gli obiettivi comunitari. A fare compagnia all’Italia ci sono altri 18 governi europei che hanno ricevuto la lettera di messa in mora da parte di Bruxelles. Soltanto 9 paesi, infatti, hanno rispettato la scadenza del piano nazionale di ristrutturazione. Entro fine dicembre 2026, le capitali dovranno inviare a Bruxelles la versione definitiva delle tabelle di marcia.
Foto copertina: Dreamstime/Elena Elisseeva
