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Chiamano il locale «Mign*** Maledetta», ma non piace neanche al sindaco. Via quella scritta dall’insegna: come l’hanno dovuta cambiata

12 Marzo 2026 - 22:23 Alba Romano
ristorante mignotta maledetta
ristorante mignotta maledetta
Dopo le accuse di sessismo e la mancata autorizzazione del Comune, i due imprenditori si sono dovuti inventare un'altra trovata per il loro ristorante. Perché i due soci avevano scelto proprio quel nome

La scelta alla fine era caduta su «Mignotta Maledetta» per due imprenditori di Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena, alla ricerca di un nome certamente difficile da trovare altrove per il loro nuovo ristorante sul porto canale, nel pieno centro storico. Il locale, specializzato in piatti di cacciagione, ha inevitabilmente scatenato una ferocissima polemica nella comunità romagnola.

Le accuse e perché hanno scelto quel nome

Come riporta il Resto del Carlino, il primo a sollevare critiche è stato Davide Fabbri, blogger ed ex consigliere comunale a Cesena, che ha parlato chiaro e tondo di sessismo. «Aprirà a metà aprile 2026 a Cesenatico un ristorante con questo nome sessista. L’imprenditore titolare di tale attività ha scelto l’8 marzo scorso, giornata internazionale della donna, per lanciare i suoi proclami imbarazzanti: “Sarà un posto del cuore; ti auguro di avere una “mig***** maledetta” nel tuo cuore». Ma perché quel locale si è chiamato così? A chiarirlo, scrive il Carlino, è Mirko Pavirani, socio do Roberto Gavagnin, che ha provato a dare una spiegazione, che poco lo riesce a giustificare: si tratterebbe di un nomignolo attribuito a una sua ex, che lui chiama «affettuoso».

Il dietrofront

Sul caso alla fine ha messo un punto il Comune. Il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, ha spiegato che non è stata concessa l’autorizzazione per l’insegna con la dicitura integrale, anche perché il divieto è previsto dal Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale (Iap), che vieta messaggi lesivi della dignità delle persone. I due imprenditori hanno quindi deciso di modificare l’insegna, che riporterà solo l’acronimo M.M., accompagnato dai simboli di un’anatra e di un cuore.

L’insegna prima e dopo le accuse di sessismo
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