Trasmisero l’Hiv alla figlia e non la fecero visitare da un pediatra fino a 6 anni: genitori a processo per maltrattamenti aggravati

Quando la madre era incinta avrebbero nascosto a tutti la sua sieropositività. Dopo il parto, nel 2017, non avrebbero fatto nulla per scoprire se la malattia era stata trasmessa alla figlia. Due genitori sono finiti a processo a Bologna con l’accusa di maltrattamenti aggravati alla figlia, rimasta ricoverata per un anno e ora a rischio vita. I due sono accusati non solo di non aver curato la bambina, ma anche di non averla vaccinata o fatta visitare da un pediatra fino quasi ai 6 anni di età, quando ormai la piccola aveva contratto gravi infezioni, oltre all’Aids. Anche dopo quel momento, hanno continuato a opporsi ai medici, ostacolando l’assistenza e la somministrazione di farmaci.
La prima visita dal pediatra a 6 anni
La grave situazione della bambina, che frequenta una scuola in provincia e vive in una casa famiglia con la madre, è emersa grazie a una pediatra a cui la coppia finalmente decise di rivolgersi nel luglio 2023, quando la piccola aveva febbre e tosse persistente da settimane. La dottoressa, una sostituta del pediatra titolare, si accorse che dopo la nascita, avvenuta in Spagna, la scelta del medico era stata fatta solo nel novembre 2022, ma la bimba non era mai stata visitata.
Gli esami in ospedali e la diagnosi di Aids
Camminava male, era denutrita, aveva i denti in pessime condizioni, parametri di crescita scarsi e indossava ancora il pannolino. La pediatra informò i genitori della necessità di un ricovero urgente, ma loro si sarebbero opposti. A quel punto, la dottoressa avvertì i carabinieri e la bambina fu ricoverata al Maggiore di Bologna, dove si arrivò alla diagnosi di infezione da virus Hiv in stato avanzato. Anche in quel caso, i genitori continuarono a non dire nulla della patologia della madre e poi ammisero di aver fatto nascere la figlia fuori da strutture sanitarie per evitare controlli e obblighi vaccinali.
Il processo
Dopo quell’episodio, la procura avviò il procedimento penale per maltrattamenti aggravati dall’aver provocato lesioni gravissime e quello davanti al tribunale dei minorenni che nel settembre 2023 nominò una tutrice, ora costituita parte civile, per conto della bambina. La capacità genitoriale dei genitori è ancora al vaglio dei giudici minorili. L’istruttoria dibattimentale è in corso e i due imputati sono difesi dall’avvocato Pasqualino Miraglia. La prossima udienza è fissata per il 18 maggio.
Foto copertina: Dreamstime/Iren Moroz
