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La perizia sulla famiglia nel bosco: «Genitori inadatti»

28 Aprile 2026 - 08:31 Alba Romano
Le 196 pagine dell'atto: i bambini non li risconoscono come adulti

Le 196 pagine della perizia psichiatrica e personologica sulla famiglia nel bosco dicono che il padre Nathan Trevallion e la madre Catherine Birmingham «hanno tratti di personalità che potrebbero incidere sulle capacità genitoriali in funzione dei bisogni evolutivi dei minori». Di conseguenza i figli dimostrano «un’immaturità neuropsicologica». L’atto depositato ieri al tribunale per i minorenni dell’Aquila è di 196 pagine e lo firma Simona Ceccoli, psicologa nominata dai giudici. La perizia, spiega oggi Repubblica che la anticipa, sembra così chiudere alla possibilità che i tre bambini — la maggiore, 9 anni, i due gemelli, maschio e femmina, di 7 — venissero affidati solo al padre, che si è dimostrato più collaborativo della madre con i servizi sociali.

La perizia sulla famiglia nel bosco

La potestà genitoriale dei due resta sospesa. Ma le conclusioni della perizia indicano un percorso che potrebbe portare — se seguito con una volontà differente da quella mostrata negli ultimi 19 mesi — a una famiglia riunita «sotto osservazione». Ma la valutazione rimane negativa. Perché i genitori hanno dimostrato competenze inadeguate. Per questo «si ritiene opportuno che i bambini restino in casa famiglia», la struttura di Vasto. L’attuale collocamento, «pur temporaneo», si configura «come adeguato e protettivo», i tre piccoli «sono ben inseriti, partecipano alla socializzazione, frequentano i momenti scolastici interni e seguono un’alimentazione vegana che mantiene le loro abitudini». Nell’ultima perizia della difesa la struttura era stata accusata di dare ai tre bimbi «zuccheri e cibi industriali».

Il trasferimento

Intanto i due genitori si trasferiranno nella residenza offerta dal comune a Palmoli. Che è necessario «per dimostrare la disponibilità ad adattarsi a diversi stili di vita pur nel rispetto dei valori d’origine». Nathan e Cate dovranno accettare «un supporto psico-educativo» che ha come obiettivo quello di consentire ai genitori di «saper riconoscere i bisogni dei loro figli». Gli incontri tra la madre e i bambini — l’ultimo è stato un fallimento — potranno riprendere «in un luogo neutro e protetto».

La figura adulta

Gli esperti dicono anche che i bambini non riconoscano nella madre «una figura adulta». Si assiste, attraverso i test, «a una rappresentazione instabile, incoerente, con età non congrue» della famiglia e si intravvedono figure genitoriali «immature e poco strutturate». Per i bambini il padre e la madre «hanno dieci anni». E nel disegno della “famiglia immaginaria”, ci sono solo animali, «segno di una sofferenza».