Ultime notizie Beatrice VeneziCrisi Usa - IranDelitto di GarlascoDonald Trump
ATTUALITÀCarlo NordioInchiesteLombardiaMilanoQuirinaleSergio MattarellaUruguay

Il caso della grazia a Nicole Minetti rischia di esplodere. In corso verifiche. Il pg di Milano: «Il parere potrebbe esser modificato»

28 Aprile 2026 - 14:43 Stefania Carboni
nicole minetti
nicole minetti
Dall'ospedale di Padova precisano: mai avuto in cura il bimbo e mai avuti contatti con la signora. Il vice ministro della Giustizia Francesco Sisto: «La procedura di grazia ha rispettato regole, attendiamo verifiche»

Il caso della grazia per Nicole Minetti rischia di allargarsi e scatenare un terremoto politico. Dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano, sono in corso delle verifiche sollecitate dal Quirinale. E chi viene citato nella vicenda si sfila. In queste ore il professor Luca Denaro, direttore dell’unità operativa complessa Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell’Azienda Ospedale Università Padova, «ribadisce di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino». Denaro figura nella ricostruzione giornalistica sul percorso che ha portato alla concessione della grazia presidenziale all’ex igienista dentale e consigliera Regionale in Lombardia, condannata per induzione alla prostituzione nel processo Ruby Bis.

Ieri una nota del Quirinale aveva chiesto a via Arenula chiarimenti sulle «supposte falsità» contenute nella domanda di grazia, sollevate dal quotidiano di Travaglio. Dal ministero di Nordio e dal pg Gaetano Brusa arrivarono infatti i pareri favorevoli che convinsero il Colle a firmare il decreto. Ora Nordio, secondo quanto si apprende, è a Palazzo Chigi. Formalmente per un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Il colloquio tra i due, già previsto, è incentrato sull’esame di alcuni provvedimenti.

Il pg di Milano: «Il parere potrebbe esser modificato»

Stamane la Procura Generale di Milano ha avviato «con urgenza» una serie di «accertamenti», attivando anche l’Interpol. La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa hanno sottolineato che eventuali nuovi elementi «potrebbero portare ad una modifica del nostro parere» sulla grazia concessa. «Stiamo facendo partire gli accertamenti su tutti gli aspetti emersi – ha sottolineato Nanni – e abbiamo raccomandato urgenza, attivando l’Interpol. Poi, in base agli esiti valuteremo il da farsi, li estenderemo se ci sarà bisogno, non escludendo rogatorie». Una volta concluse gli accertamenti, la procura generale dovrà esprimersi dando un parere che potrà essere modificato rispetto al primo parere positivo. Dopodiché «anche il Ministero darà un parere e poi il Presidente deciderà». Di certo, hanno evidenziato entrambi «siamo stati diligenti, magari non perspicaci».

Sisto: «Al Quirinale il parere è non vincolante, il ministero non fa indagini»

«Tutte le iniziative saranno vagliate dagli organi competenti per le ulteriori indagini», ha commentato il vice ministro della Giustizia Francesco Sisto sul caso Minetti. Sulle precedenti verifiche, ha ribadito: «Senza giudizi di responsabilità frettolosi, va detto che solo al termine degli approfondimenti sarà possibile stabilire la esistenza, o meno, dei presupposti di legge per l’ottenimento della grazia». Sulle modalità delle procedure, ha sottolineato che il ministero non ha poteri di indagine e, di seguito al parere favorevole della Procura, ha formulato «un parere non vincolante, trasmesso alla presidenza della Repubblica».

leggi anche