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Dice che il marito è morto in India, ma i giudici la condannano a pagare 7mila euro. Il caso a Milano: «Non ha le prove»

13 Marzo 2026 - 23:08 Giulia Norvegno
Aula di tribunale
Aula di tribunale
I documenti delle autorità indiane non hanno convinto i giudici. I dubbi davanti ai dati diversi tra le varie carte e l'unica certezza rimasta dopo la sentenza: senza prove, per lo Stato italiano quell'uomo è ancora vivo. Anche se la moglie sostiene il contrario

Una donna ha chiesto alla compagnia assicurativa di liquidare la polizza vita del marito, deceduto secondo la sua ricostruzione in un incidente stradale nella regione indiana del Punjab a dicembre 2021. Allega certificati ospedalieri, un documento del dipartimento sanitario locale e un rapporto della polizia indiana. Ma la compagnia analizza le carte e da subito qualcosa non torna. A cominciare dalle date di nascita della vittima dichiarate dalla donna e riportate sui documenti indiani. Perciò rifiuta il pagamento. Come ricostruisce il Corriere della Sera, la donna si rivolge quindi al Tribunale ordinario di Milano, sesta sezione civile, pretendendo il riscatto della polizza di circa 200mila euro. Ma nei giorni scorsi i giudici le hanno dato torto, condannandola anche a versare circa 7mila euro di spese legali.

Il problema dell’errore sui documenti

Il problema sarebbe stato principalmente proprio quella incongruenza con la data di nascita. Nella polizza, nel codice fiscale, nel passaporto e nel certificato di matrimonio, l’uomo risulta nato a luglio 1971. Il certificato medico di morte e il rapporto della polizia del Punjab, invece, riportano lo stesso nome e lo stesso giorno di nascita, ma un mese diverso. Il certificato rilasciato dal dipartimento sanitario, poi, non indica nemmeno una data precisa. Potrebbe trattarsi di un semplice errore di trascrizione, ma il giudice non ha avuto elementi sufficienti per stabilirlo con certezza.

Cosa scrivono i giudici nella sentenza

Secondo i giudici di Milano, insomma, l’unico punto fermo è che un uomo è morto in quell’incidente stradale in India a dicembre 2021. Ma non si può dire senza alcun dubbio che si tratti del marito della donna che portato l’assicurazione in tribunale. Nella sentenza si legge che «sulla base dei documenti prodotti in causa, non vi è prova che l’assicurato sia la persona deceduta in Punjab». La domanda della donna «va quindi respinta» e, per lo Stato italiano, il marito risulta di fatto ancora in vita, o quantomeno manca la prova contraria.

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