La surreale testimonianza di un cliente al processo sul centro massaggi. Il saluto della massaggiatrice in aula, i non ricordo e l’ammissione

Pensava di deporre in modo sereno ma quello che è successo ieri in un’aula del tribunale di Torino ha quasi dell’incredibile. Lo ricostruisce Repubblica, descrivendo il processo per induzione e sfruttamento della prostituzione che vede imputati tre cittadini cinesi accusati di aver gestito due centri massaggi nel quartiere Mirafiori Nord, nel capoluogo piemontese. Posti in cui secondo l’accusa venivano invece elargite prestazioni sessuali.
«Ciao…» il saluto della donna che imbarazza l’aula
Un cliente del centro, professionista, è stato chiamato a testimoniare in video collegamento. In giacca e cravatta racconta di essersi trovato a Torino per lavoro. Sentendo parlare di questo centro ha voluto provare. Ed è a quel punto che arriva il bello. Una donna cinese, presente in aula, si avvicina al microfono dell’avvocato e lo saluta, come se fosse un conoscente. Cala il gelo. Qualcuno la zittisce, mentre il teste è in evidente imbarazzo. Sono stati spesso i suoi «non ricordo» dati in risposta alla pm Alessandra Provazza. In seguito l’uomo, incalzato dalla procuratrice, ammette: «Ho chiesto un massaggio particolare». Spiega che dopo mezz’ora è uscito infastidito dalla stanza perché la ragazza non le piaceva e si è fatto quindi restituire 60 euro. «Non sono razzista, va bene qualsiasi ragazza, qualsiasi etnia», ha spiegato, rendendo ancora più assurda la sua testimonianza.
Il centro di Felice e Angela
Nel procedimento sui centri massaggi a luci rosse sono imputati due uomini e una donna, di origini cinesi, che si fanno chiamare “Felice” e “Angela”. Nel corso delle indagini diversi clienti erano stati poi fermati dai carabinieri all’uscita dall’attività. Alcuni hanno raccontato di aver chiesto massaggi terapeutici per la cervicali ma, riporta Repubblica, i ricordi si sono fatti più nitidi una volta che sono stati convocati in tribunale.
(Foto di Kimiya Sabbaghan su Unsplash)
