Caro carburante, Salvini incontra i petrolieri e poi annuncia: «Taglio delle accise per un mese e tetto al diesel a 1,90 euro» – Il video
Il governo taglierà temporaneamente le accise sui carburanti, le compagnie petrolifere si impegneranno a non superare «un prezzo medio massimo», i concessionari autostradali accetteranno di «tagliare una parte dei loro profitti». Sono questi gli impegni più concreti strappati da Matteo Salvini a petrolieri e distributori di benzina di fronte ai rincari di benzina e diesel registrati dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz. Il vicepremier e segretario della Lega ha incontrato i rappresentanti di Big Oil in prefettura a Milano, con il ministro Giancarlo Giorgetti collegato da remoto. Un vertice durato circa un’ora e mezza e che è servito soprattutto a chiedere la collaborazione delle imprese del settore per frenare il caro carburanti.
Gli avvertimenti di Salvini al settore
Alla vigilia dell’incontro – che diventerà un tavolo permanente comunque avrà un secondo round la prossima settimana – Salvini aveva alzato i toni della polemica. Innanzitutto, accusando gli operatori di speculazione per il rincaro dei carburanti. E poi ventilando l’ipotesi di una tassa sugli extraprofitti. «La guerra in Iran non può essere una stangata per famiglie e imprese. Se c’è qualcuno che sta speculando, da ministro dei Trasporti non sono disponibile a tollerarlo. Abbiamo tassato le banche, possiamo anche tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere», aveva avvertito il segretario del Carroccio nelle scorse ore.
Come funzionerà il taglio delle accise
Appena uscito dall’incontro in prefettura, Salvini si è fermato a rispondere alle domande dei giornalisti e si è detto «soddisfatto» della risposta dei rappresentanti del settore – presenti, tra gli altri, Eni, Ip, Tamoil, Q8, le pompe bianche e altri operatori -, allontanando di fatto l’ipotesi di un prelievo fiscale straordinario. «Stiamo lavorando già da stasera con un primo sostanziale taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore», ha annunciato il ministro. Le cifre esatte dell’intervento e la provenienza delle coperture non sono state precisate, ma l’impegno da parte del governo vale «diverse centinaia di milioni di euro» e ha l’obiettivo di far tornare il prezzo del carburante «sotto i due euro al litro, possibilmente sotto 1,90 euro».
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Un intervento «sperimentale» per un mese
Certo, per il momento si tratta di una misura «sperimentale», della durata di un mese, in attesa di capire come evolverà la situazione in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz. Quando gli è stato chiesto se l’esecutivo intende rendere strutturale il taglio delle accise, come promesso peraltro da alcuni partiti di maggioranza nelle passate campagne elettorali, Salvini ha risposto così: «L’auspicio è che non si debba andare avanti per altri mesi, perché il problema emerso al tavolo è che, se la guerra andasse avanti a lungo, non è tanto quanto costa il carburante. Il rischio, a quel punto, è che non ci sia proprio carburante».
Gli impegni di petrolieri e benzinai
Se sull’impegno da parte del governo, Salvini ha snocciolato i primi dettagli dell’intervento che arriverà stasera in Cdm, sulle azioni che metteranno in campo le aziende petrolifere resta tutto più vago. L’esecutivo chiederà ai petrolieri «un prezzo medio massimo» e ai concessionari autostradali «di tagliare una parte dei loro profitti». Su questi ultimi, in particolare, Salvini punta a strappare una riduzione dei prezzi del carburanti già dalle prossime ore. «Il margine del benzinaio è di 3-4 centesimi al litro ed è l’ultimo anello della catena: non è lì la speculazione. Sicuramente i concessionari autostradali hanno, senza intervenire direttamente, un margine su cui dal mio punto di vista si può chiedere una parte di contributo al Paese».
La battaglia in Europa sull’Ets
Per abbassare ulteriormente il prezzo del carburante, Salvini è tornato su un cavallo di battaglia del governo in queste ultime settimane: la richiesta di sospensione dell’Ets, il sistema europeo di scambio di quote di CO₂, che sarà discussa al Consiglio europeo di giovedì e venerdì. «Sono sicuro che il governo italiano domani si farà valere. E qualora a Bruxelles qualcuno facesse finta di non capire, sono altrettanto sicuro che il governo interverrà direttamente», ha detto il vicepremier, lasciando intendere che l’Italia è pronta a fare da sola sulla questione.
