Morto l’ex premier francese Lionel Jospin, la sinistra ci crede dopo la vittoria a Parigi e Marsiglia: «Possiamo tornare al governo»

È morto all’età di 88 anni l’ex premier francese e leader del Partito Socialista (PS) Lionel Jospin. Lo ha annunciato oggi la sua famiglia: il decesso risale a ieri. A gennaio Jospin si era dovuto sottoporre a un intervento chirurgico, e nei mesi successivi ha dovuto affrontare una dolorosa convalescenza, spiegano i media francesi. Il presidente francese Emmanuel Macron ha voluto rendergli omaggio parlando di «un grande destino francese: primo segretario del PS di François Mitterrand, ministro dell’Educazione, primo ministro, membro del Consiglio Costituzionale. Tramite il suo rigore, il suo coraggio e il suo ideale di progresso, incarnava un’alta idea della Repubblica». La notizia della scomparsa di Jospin arriva all’indomani di un’importante vittoria per la sinistra francese, che hanno tenuto alle amministrative le due principali città del Paese: Parigi con Emmanuel Grégoire e Marsiglia con Benoît Payan. La gioia stamattina si è mescolata all’improvvisa ad una «immensa tristezza», come ha scritto sui social il segretario del PS Olivier Faure. Ma anche a un rinnovato orgoglio. Ha rappresentato «una sinistra esigente, integra, repubblicana. Seppe portare la sinistra plurale fino alla vittoria. Nel momento in cui vengono meno i riferimenti, il suo percorso ricorda che si può governare senza concessioni allo spirito del tempo», ha rivendicato Faure, chiedendo che sia ora concesso a Jospin «un omaggio nazionale».
March 23, 2026
La «coabitazione» e la doppia sfida con Chirac
Dopo aver militato in gioventù nelle organizzazioni comuniste, Jospin cresce politicamente all’ombra di François Mitterrand. Quando questi viene eletto presidente della Repubblica, nel 1981, è lui a prendere il suo posto alla guida del PS. Diventa anche parlamentare prima, eurodeputato poi. Nell’88 Mitterrand ottiene un secondo mandato all’Eliseo e Jospin entra al governo come ministro dell’Educazione. La grande occasione arriva nel 1995: il “vecchio” Jacques Delors rinuncia a candidarsi all’Eliseo, e nella corsa viene lanciato lui. Arriva in testa al primo turno, ma al ballottaggio s’impone il candidato del centrodestra Jacques Chirac. Due anni dopo però (1997) i Socialisti si prendono la rivincita imponendosi alle legislative. Jospin viene così proiettato alla guida del governo: è l’inizio della «coabitazione» destra/sinistra, esperienza inedita che durerà per cinque anni. Nel 2002 la collaborazione finisce perché Jospin ci riprova, sfidando di nuovo Chirac alle presidenziali. La scommessa è però persa malamente. Il socialista resta addirittura fuori dal secondo turno, dove per lo sconcerto di mezza Francia approda il leader del Front National Jean-Marie Le Pen. Rivince Chirac, l’estrema destra inizia a sognare ad occhi aperti di prendersi la Francia. E la carriera politica di Jospin finisce.
March 23, 2026
L’età dell’oro dei progressisti in Europa e Usa
Quella seconda metà degli anni ’90 d’altra parte segna il momento d’oro del centrosinistra non solo in Francia, ma in tutto l’Occidente: negli stessi anni arrivano al potere Bill Clinton negli Usa (1993-2001) e Tony Blair nel Regno Unito (1997-2007), Gerhard Schröder in Germania (1998-2005) e António Guterres in Portogallo (1995-2002). E in Italia è la stagione vincente dell’Ulivo. Romano Prodi governa dal 1996 al 1998 e porta l’Italia nell’Euro. Poi, dopo la crisi, arriverà a Palazzo Chigi Massimo D’Alema, mentre Prodi sarà proiettato a Bruxelles alla guida della Commissione Ue. Una stagione “mitica” per i progressisti d’Europa e oltre che resterà immortalata nelle foto del convegno a Firenze voluto proprio da D’Alema nel novembre 1999. Fasti di governo che sembrano lontanissimi, con la sola Spagna rimasta in Europa in mano (fragile) ai Socialisti con Pedro Sanchez. Ma la morte di Jospin e le vittorie nelle città chiave della Francia ora infondono nuova speranza alla sinistra francese, a un anno dal voto per l’Eliseo che segnerà la fine dell’era Macron.
