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È morto Gino Paoli, il grande cantautore aveva 91 anni

24 Marzo 2026 - 12:59 Alba Romano
gino paoli morto
gino paoli morto
Considerato tra i massimi esponenti della musica leggera italiana, scrisse e interpretò brani di grande popolarità come «Il cielo in una stanza»

È morto Gino Paoli. Il grande cantautore aveva 91 anni. «Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari», dichiara la famiglia dell’artista in una nota in cui chiede la massima riservatezza. Secondo quanto appreso, Paoli è morto nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata. Considerato tra i massimi esponenti della musica leggera italiana, scrisse e interpretò brani di grande popolarità come Il cielo in una stanza, La gatta, Che cosa c’è, Senza fine, Sapore di sale, Una lunga storia d’amore e Quattro amici, con cui vinse il Festivalbar nel 1991.

La carriera

Cresciuto tra Pegli e Monfalcone, abbandona presto gli studi e inizia a lavorare come disegnatore meccanico e grafico, coltivando nel frattempo la passione per la pittura e la musica, trasmessagli dalla madre pianista. In Liguria entra in contatto con un gruppo di giovani musicisti che formeranno la cosiddetta scuola genovese, tra cui Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e i fratelli Reverberi. Con i Diavoli del Rock, gruppo formato insieme a Tenco, si esibisce in piccoli eventi scolastici e locali.

Nel 1954 conosce Anna Fabbri, che sposerà tre anni dopo, e con la quale andrà a vivere a Genova, a Boccadasse. Grazie all’interessamento dei fratelli Reverberi, Paoli e i suoi amici vengono convocati dalla Dischi Ricordi, dove tra il 1959 e il 1960 incide i suoi primi 45 giri (La tua mano, Non occupatemi il telefono, Senza parole, Sassi), inizialmente senza successo. Anche il brano autobiografico La gatta ottiene vendite modeste, ma grazie al passaparola entra successivamente in classifica, attirando l’attenzione del paroliere Mogol.

Dal «Cielo in una stanza» a «Senza fine»

Mogol propone a Mina il brano Il cielo in una stanza, scritto da Paoli, che ottiene un enorme successo e rimane in classifica per più di sei mesi, consacrando Paoli come cantautore. Nel 1961 Paoli intreccia una relazione con Ornella Vanoni, che ispira alcune delle sue canzoni d’amore più celebri (Senza fine, Anche se, Me in tutto il mondo), e partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con Un uomo vivo. Nello stesso periodo compone Gli innamorati sono sempre soli per Sergio Endrigo. Tra il 1961 e il 1976 Paoli affronta problemi legati all’alcol, iniziati quasi per gioco, e dopo la morte del fratello decide di disintossicarsi.

Nel 1963 incide Sapore di sale, arrangiata da Ennio Morricone, che diventa il suo 45 giri di maggior successo. Altri brani come Che cosa c’è consolidano il suo successo. A luglio dello stesso anno, anche a causa di una serie di difficoltà e di crisi sentimentali, Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore. Dopo la partecipazione a Sanremo, un periodo di pausa e l’uscita di diversi album, il grande successo di pubblico ritorna con il celebre brano Una lunga storia d’amore. Attivo nella musica fino ai giorni nostri, molte delle sue canzoni sono state interpretate o reinterpretate da artisti di fama nazionale e internazionale. L’Italia dice addio, a pochi mesi di distanza da Ornella Vanoni, a un artista che ha profondamente segnato e rivoluzionato la musica leggera italiana.

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