Iran chiude Hormuz e blocca 3 navi: la mossa di Trump e il piano dei 10mila soldati

Nel 28esimo giorno della guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran il conflitto potrebbe cambiare completamente: e non in chiave positiva. Lo Stretto di Hormuz è ufficialmente chiuso. I Pasdaran hanno imposto il divieto totale di navigazione, bloccando già tre navi portacontainer dirette verso porti alleati degli Stati Uniti. Mentre la tensione nel Golfo tocca il punto di non ritorno, il Wall Street Journal rivela la contromossa di Washington: il Pentagono starebbe valutando l’invio di 10.000 soldati di terra per avviare la “fase due” del conflitto.
Il ministro degli Esteri iraniano all'Onu: «L'Iran non ha mai voluto il conflitto»
Durante una sessione straordinaria del Consiglio ONU per i diritti umani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sostenuto che l’Iran non ha mai voluto il conflitto, ribadendo però che il Paese continuerà a reagire finché lo riterrà necessario per la propria difesa. Il suo intervento è arrivato nel contesto dell’emergenza aperta dopo l’attacco contro una scuola femminile iraniana. Nel raid hanno perso la vita più di 160 bambine, un episodio che ha spinto alla convocazione urgente della riunione e che ha aggravato ulteriormente le tensioni sul piano internazionale.
Israele intensificherà gli attacchi contro l'Iran
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato un’intensificazione degli attacchi contro l’Iran in risposta al continuo lancio di missili, avvertendo che Teheran pagherà un “prezzo pesante”. Secondo Katz, le operazioni militari si estenderanno anche ad altri obiettivi legati alle capacità militari del regime iraniano.
Sul piano umanitario, secondo dati riferiti dalla Croce Rossa internazionale, dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani in Iran si contano oltre 1.900 morti e almeno 20.000 feriti. La Mezzaluna Rossa iraniana resta l’unica organizzazione attiva su tutto il territorio per fornire assistenza durante il conflitto.
Intanto, dall’opposizione israeliana arrivano critiche al governo: il leader Yair Lapid ha avvertito che la guerra sta mettendo sotto forte pressione l’esercito, impegnato su più fronti senza una strategia adeguata e con risorse e personale insufficienti.
I Pasdaran chiudono lo Stretto di Hormuz: «Bloccate le navi degli alleati di Israele e USA»
Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) ha annunciato il divieto totale di navigazione per tutte le imbarcazioni dirette verso i porti dei Paesi considerati «alleati e sostenitori dei nemici israelo-americani». Secondo una nota diffusa dall’agenzia di stampa iraniana Fars, lo Stretto di Hormuz è ufficialmente chiuso a ogni tipo di transito.
I Pasdaran hanno avvertito che qualsiasi unità navale tenti di attraversare il corridoio affronterà «misure durissime». Le minacce si sarebbero già tradotte in azioni concrete: oggi tre navi portacontainer di diverse nazionalità sono state bloccate all’ingresso dello stretto dalle forze navali dell’IRGC dopo aver ignorato gli avvertimenti di Teheran.
Il Pentagono valuta l'invio di 10mila soldati
La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele potrebbe essere arrivata a un punto di svolta. Che non è una tregua o un accordo, ma una fase due del conflitto che prevederebbe il coinvolgimento delle truppe di terra. Secondo il Wall Street Journal, infatti, il Pentagono sta valutando l’invio di 10mila soldati di terra in Medio Oriente.
Fino a questo momento il conflitto si è sviluppato senza un intervento terrestre diretto degli Stati Uniti. Washington ha sostenuto Israele, ha rafforzato la propria presenza militare nella regione e ha partecipato a operazioni mirate, ma senza schierare soldati sul terreno. L’eventuale invio di truppe trasformerebbe adesso la natura del conflitto. Non si tratterebbe più di una guerra “a distanza”, fatta di attacchi mirati e deterrenza, ma di uno scontro diretto, con occupazione di territori, maggiore esposizione delle forze e rischi molto più elevati di escalation.
Trump aveva precedentemente affermato di voler sospendere gli attacchi al settore energetico iraniano per altri 10 giorni, fino al 6 aprile, per consentire lo svolgimento dei negoziati. Ma i mediatori dei colloqui di pace hanno fatto sapere che l’Iran non ha richiesto questa sospensione e non ha fornito ancora una risposta al piano di 15 punti per far cessare la guerra. Intanto ieri il presidente Trump ha nuovamente rinviato la scadenza per la riapertura completa dello Stretto di Hormuz.
