Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell’Anm: chi è il giudice del lavoro di Palermo che prende il posto di Cesare Parodi

Un lungo applauso, quasi una liberazione dopo mesi di tensioni interne, ha salutato l’elezione di Giuseppe Tango alla presidenza dell’Associazione Nazionale Magistrati. Sabato 28 marzo, il magistrato palermitano di 43 anni è stato scelto per acclamazione come successore di Cesare Parodi, che si è dimesso il 23 marzo per «motivi personali», segnando una svolta generazionale e politica ai vertici delle toghe italiane.
Chi è Giuseppe Tango
Giudice del lavoro a Palermo, Tango è l’espressione di Magistratura Indipendente (Mi), la corrente più conservatrice, ma la sua ascesa è stata tutt’altro che lineare. Come riportato da Repubblica, la sua figura ha rappresentato un punto di convergenza inaspettato: sebbene Mi avesse inizialmente puntato su altri profili (come il procuratore di Messina Antonio D’Amato o Chiara Salvatori), la volata decisiva è arrivata grazie al sostegno dei progressisti di Area e Md, oltre che di Unicost. Carattere schivo ma determinato, Tango era già stato il più votato alle elezioni del comitato direttivo nel 2025. Oggi, quel consenso si è trasformato nell’incarico più alto, con un pensiero rivolto alle sue radici: «Forse sono anche il primo presidente che viene da Palermo, un grazie e un pensiero affettuoso a tutti coloro che ci sono stati vicini in questo momento».
La sfida di Tango
Il mandato di Tango si apre con un obiettivo chiaro: superare il muro contro muro con il potere esecutivo. «Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, li viviamo quotidianamente, e riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l’interlocutore politico», sono state le sue prime parole dopo lo scrutinio. Nonostante l’apertura al confronto, Tango resta un fermo oppositore delle riforme giudicate «sbagliate e rischiose». La sua strategia passerà per la richiesta di investimenti concreti, ripartendo dagli otto punti presentati dall’Anm a Palazzo Chigi un anno fa. «È stata costruita una nuova fiducia con la società civile, un risultato che ci inorgoglisce, ma di cui dobbiamo essere all’altezza», ha ribadito il neo-presidente.
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Un segnale di rinnovamento
L’elezione di un magistrato relativamente giovane e “di frontiera” come Tango sembra voler chiudere una pagina difficile per l’Anm, segnata da dimissioni e scontri tra correnti. Il nuovo leader delle toghe dovrà ora bilanciare le spinte identitarie della magistratura con la necessità di una riforma che, nelle sue parole, deve «migliorare davvero» il servizio per i cittadini, lontano da logiche puramente ideologiche.
Nordio: «Troveremo elementi di concordia»
Anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha voluto commentare l’elezione di Tango: «Prendo atto delle dichiarazioni del nuovo Presidente dell’Anm Giuseppe Tango al quale auguro un buon lavoro e un fruttuoso rapporto con noi. Sono certo che, dopo questo momento di contrapposizione, riusciremo a trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e più moderna. Rinnovo anche il mio cordiale saluto al presidente e amico Cesare Parodi».
