Dalla Germania è partita una richiesta di controllo sull’eurodeputata Salis. Il blitz in hotel a Roma, all’alba. Lei: «Viviamo in uno Stato di polizia»

Sarebbe partito da una segnalazione della Germania il controllo all’eurodeputata Ilaria Salis in un albergo della Capitale. L’alert è scattato nell’ambito del sistema di segnalazioni Schengen. «Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un ‘controllo preventivo‘. Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio». Lo affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, in una nota. «È inaccettabile che in Italia – proseguono i leader rossoverdi – una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda pretendiamo parole di chiarezza dal Ministro Piantedosi».
La richiesta dal paese terzo
Perché una europarlamentare è stata controllata nel suo albergo a Roma? La risposta da parte della Questura della Capitale non è tardata ad arrivare e parla di richiesta da parte di paesi terzi. «L’attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane», spiegano in una nota. La polizia non ha detto da quale paese è partita la segnalazione, che ora sarebbe stata avviata da Berlino. Fonti informate hanno detto all’Ansa, nel corso della mattinata, che non si trattava dell’Ungheria. Nel paese di Viktor Orbán Salis è stata detenuta con accuse di aggressione a neonazisti, rischiando fino a 11 anni di carcere. Nel 2023 la trentanovenne apparve in tribunale in manette e catene, con segnalazioni di condizioni carcerarie difficili. Una vicenda che poi si sospese con la sua elezione al Parlamento europeo, con il suo ritorno a Monza, dopo aver trascorso 16 mesi tra il carcere e i domiciliari a Budapest.
Salis: «L’Italia è oramai un regime»
«L’Italia è ormai un regime», ha poi dichiarato sui social l’eurodeputata, aggiungendo l’emoticon della faccina che vomita. «Questa mattina la Polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un controllo preventivo durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare – aggiunge -, effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere… Viviamo in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze. Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica! #NoKings».
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L’Italia è ormai un regime🤮
— Ilaria Salis (@SalisIlaria) March 28, 2026
Questa mattina la Polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a #Roma per un CONTROLLO PREVENTIVO durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi.
A quanto pare, effetto del Decreto Sicurezza.
Rendiamoci conto a che punto… pic.twitter.com/g6If7zojth
