«L’esercito di Israele è sull’orlo del collasso»

L’esercito di Israele rischia il collasso se non si trova una soluzione alla carenza di personale. A dirlo è stato il Capo di Stato Maggiore dell’Idf Eyal Zamir durante una riunione del gabinetto di sicurezza tenutasi a metà settimana. Fonti dell’Idf hanno riferito al Jerusalem Post che sussiste una forte preoccupazione a causa della grave carenza di personale nel contesto della guerra in corso. Mentre Zamir è tornato a criticare il governo che non ha approvato le leggi necessarie per attuare la circoscrizione degli haredi (ovvero gli ebrei ultraortodossi). Ma i partiti religiosi che reggono la maggioranza di Benjamin Netanyahu non ne vogliono sapere.
L’esercito di Israele quasi al collasso
Il disegno di legge di Netanyahu è ancora allo studio. Dovrebbe imporre la coscrizione obbligatoria anche agli ultraortodossi. Ma a quanto pare è stato accantonato dopo lo scoppio della Guerra del Golfo con l’Iran. Per ragioni di unità, ha spiegato il primo ministro. I politici dell’opposizione hanno criticato aspramente il governo in risposta alle dichiarazioni di Zamir, avvertendo che la mancanza di preparazione e di applicazione della coscrizione obbligatoria per gli haredi potrebbe portare a una grave crisi di sicurezza nel paese. I membri del partito Yesh Atid hanno inviato una lettera al presidente della commissione Affari Esteri e Difesa, il deputato Boaz Bismuth, chiedendo la convocazione di una sessione d’emergenza per discutere le modalità di ampliamento delle fila delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Il progetto di legge sugli ebrei ultraortodossi (haredi) era in fase di approvazione proprio dalla commissione presieduta da Bismuth.
Il blocco della coscrizione degli haredi
«Dopo i numerosi avvertimenti, non è più possibile ignorare la situazione. Le dichiarazioni del capo di stato maggiore indicano un collasso interno all’IDF, derivante dalla mancanza di coscrizione obbligatoria e dal peso che grava sui riservisti», aggiunge la lettera di Yesh Atid. Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha accusato il governo di Netanyahu di condurre il paese verso un «disastro per la sicurezza» a causa della carenza di soldati combattenti. «I nostri piloti, i nostri combattenti stanno attualmente scrivendo capitoli gloriosi nella storia dello Stato di Israele (…) Ma le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono spinte al limite», ha avvertito Lapid in una dichiarazione televisiva. Che ha accusato il governo di lasciare «l’esercito ferito, abbandonato sul campo di battaglia».
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Il governo
«Il governo sta mandando l’esercito a combattere una guerra su più fronti senza una strategia, senza le risorse necessarie e con troppi pochi soldati», ha aggiunto. «Chiunque abbia sentito ieri non potrà dire ‘Non lo sapevo’», ha concluso Lapid. Avigdor Liberman, leader di Yisrael Beytenu, ha chiesto la coscrizione obbligatoria e ha affermato che il governo è abituato a ignorare gli avvertimenti prima di una catastrofe, facendo riferimento al 7 ottobre. Anche l’ex primo ministro Naftali Bennett ha criticato duramente il governo. «Che cosa state aspettando, per l’amor del cielo?», ha chiesto.
Una necessità impellente
L’ex capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Gadi Eisenkot (Yashar!), ha affermato che l’introduzione di una legge sul servizio militare obbligatorio per tutti «è una necessità impellente. È un imperativo morale. Solo così Israele potrà tornare sulla retta via, adempiere alla missione delle IDF e salvaguardare la sicurezza di Israele».
