Torna l’ora legale, si dorme un’ora in meno. Quando cambiano le lancette e perché si risparmia

Prepariamoci a perdere un’ora di sonno, ma a ritrovare le giornate lunghe. Stanotte scatta ufficialmente il ritorno dell’ora legale. Il passaggio avverrà nel cuore della notte tra le 2 e le 3 del mattino, segnando l’addio (fino a ottobre) dell’ora solare e l’inizio della stagione estiva.
Quando spostare le lancette
Il passaggio è fissato nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Alle 2:00 in punto, gli orologi dovranno essere spostati in avanti di sessanta minuti, saltando direttamente alle 3:00. Mentre smartphone, tablet e computer faranno tutto da soli grazie alla sincronizzazione automatica, bisognerà ricordarsi di intervenire manualmente su sveglie analogiche, orologi da polso e auto meno recenti. Il nuovo orario resterà in vigore per sette mesi, fino all’ultima domenica di ottobre.
Perché si cambia l’ora
L’obiettivo primario dell’ora legale è il risparmio energetico. Spostando le lancette in avanti, si allinea meglio il periodo di luce solare con le ore in cui siamo svegli e attivi. Ritardando l’accensione delle lampadine e dell’illuminazione pubblica nelle ore serali, si ottiene un taglio netto ai consumi elettrici. Un beneficio economico e ambientale che, negli anni, ha spinto quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea a mantenere questo sistema, nonostante i ciclici dibattiti sulla sua possibile abolizione definitiva.
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Gli effetti sul corpo
Se da un lato guadagniamo luce, dall’altro il nostro orologio biologico potrebbe protestare. Il passaggio può causare un piccolo shock al ritmo sonno-veglia, simile a un leggero jet-lag. Nei primi giorni è comune sentirsi un po’ più stanchi o irritabili: gli esperti consigliano di anticipare leggermente l’orario della cena e di evitare l’uso intensivo di schermi luminosi prima di andare a dormire, per aiutare il corpo ad abituarsi al nuovo ritmo.
