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Rubio frena sulle truppe in Iran: «Guerra finirà in settimane». Il nodo Hormuz e l’accordo Arabia Saudita-Ucraina

27 Marzo 2026 - 05:39 Alba Romano
Secondo il WSJ, il Pentagono valuta l'invio di 10mila soldati in Medio Oriente, ma arriva la smentita del Segretario di Stato americano

Nel 28esimo giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il quadro del conflitto resta estremamente instabile ma emergono nuovi segnali da Washington. Il segretario di Stato Marco Rubio esclude, almeno per ora e contrariamente da quanto rivelato in giornata dal WSJ, l’impiego di truppe di terra e parla di un conflitto che potrebbe chiudersi in «settimane, non mesi», pur indicando nello Stretto di Hormuz una delle principali criticità immediate. Sul terreno, resta alta la tensione dopo il blocco dello stretto e lo stop imposto dai Pasdaran a diverse navi. Intanto il conflitto si allarga sul piano internazionale: Arabia Saudita e Ucraina hanno firmato a Gedda un accordo sulla cooperazione militare.

27 Marzo 2026 - 18:35

Marco Rubio nega l'invio di truppe in Iran

Contrariamente a quanto rivelato dal WSJ, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha dichiarato che l’operazione contro l’Iran potrebbe concludersi in “settimane, non mesi” e senza l’impiego di truppe di terra. Dopo il G7 in Francia, ha indicato come priorità mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, definendo “illegale e pericolosa” ogni eventuale limitazione al traffico da parte di Teheran, e sottolineando la necessità di un piano internazionale condiviso.

27 Marzo 2026 - 18:27

Arabia Saudita e Ucraina rafforzano la cooperazione militare: accordo a Gedda e missione di esperti anti-droni in Medio Oriente

L’Arabia Saudita e l’Ucraina hanno firmato a Gedda un memorandum d’intesa sulla cooperazione negli approvvigionamenti militari, secondo quanto riferito dall’agenzia statale saudita SPA. L’accordo si inserisce nella visita, non annunciata, del presidente Volodymyr Zelenskyy nel Golfo, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno internazionale a Kiev mentre il conflitto con la Russia entra nel quinto anno e cresce l’incertezza sui futuri aiuti militari statunitensi. Nello stesso contesto, l’Ucraina ha recentemente inviato oltre 220 esperti in diversi Paesi del Medio Oriente per fornire consulenza sulle difese contro gli attacchi con droni che hanno colpito infrastrutture energetiche della regione.

27 Marzo 2026 - 17:00

Hacker iraniani violano la mail del direttore dell'FBI e diffondono le sue foto private

Gli Stati Uniti sono alle prese con una nuova e grave crisi di cybersicurezza che coinvolge direttamente i vertici istituzionali. Il gruppo di hacktivisti Handala Hack, ritenuto vicino al Ministero dell’Intelligence iraniano (MOIS), avrebbe compromesso l’account Gmail personale dell’attuale direttore dell’FBI, Kash Patel, diffondendo le sue foto personali.

27 Marzo 2026 - 14:10

Il ministro degli Esteri iraniano all'Onu: «L'Iran non ha mai voluto il conflitto»

Durante una sessione straordinaria del Consiglio ONU per i diritti umani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sostenuto che l’Iran non ha mai voluto il conflitto, ribadendo però che il Paese continuerà a reagire finché lo riterrà necessario per la propria difesa. Il suo intervento è arrivato nel contesto dell’emergenza aperta dopo l’attacco contro una scuola femminile iraniana. Nel raid hanno perso la vita più di 160 bambine, un episodio che ha spinto alla convocazione urgente della riunione e che ha aggravato ulteriormente le tensioni sul piano internazionale.

27 Marzo 2026 - 12:25

Israele intensificherà gli attacchi contro l'Iran

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato un’intensificazione degli attacchi contro l’Iran in risposta al continuo lancio di missili, avvertendo che Teheran pagherà un “prezzo pesante”. Secondo Katz, le operazioni militari si estenderanno anche ad altri obiettivi legati alle capacità militari del regime iraniano.

Sul piano umanitario, secondo dati riferiti dalla Croce Rossa internazionale, dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani in Iran si contano oltre 1.900 morti e almeno 20.000 feriti. La Mezzaluna Rossa iraniana resta l’unica organizzazione attiva su tutto il territorio per fornire assistenza durante il conflitto.

Intanto, dall’opposizione israeliana arrivano critiche al governo: il leader Yair Lapid ha avvertito che la guerra sta mettendo sotto forte pressione l’esercito, impegnato su più fronti senza una strategia adeguata e con risorse e personale insufficienti.

27 Marzo 2026 - 11:22

I Pasdaran chiudono lo Stretto di Hormuz: «Bloccate le navi degli alleati di Israele e USA»

Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) ha annunciato il divieto totale di navigazione per tutte le imbarcazioni dirette verso i porti dei Paesi considerati «alleati e sostenitori dei nemici israelo-americani». Secondo una nota diffusa dall’agenzia di stampa iraniana Fars, lo Stretto di Hormuz è ufficialmente chiuso a ogni tipo di transito.

I Pasdaran hanno avvertito che qualsiasi unità navale tenti di attraversare il corridoio affronterà «misure durissime». Le minacce si sarebbero già tradotte in azioni concrete: oggi tre navi portacontainer di diverse nazionalità sono state bloccate all’ingresso dello stretto dalle forze navali dell’IRGC dopo aver ignorato gli avvertimenti di Teheran.

27 Marzo 2026 - 05:37

Il Pentagono valuta l'invio di 10mila soldati

La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele potrebbe essere arrivata a un punto di svolta. Che non è una tregua o un accordo, ma una fase due del conflitto che prevederebbe il coinvolgimento delle truppe di terra. Secondo il Wall Street Journal, infatti, il Pentagono sta valutando l’invio di 10mila soldati di terra in Medio Oriente.

Fino a questo momento il conflitto si è sviluppato senza un intervento terrestre diretto degli Stati Uniti. Washington ha sostenuto Israele, ha rafforzato la propria presenza militare nella regione e ha partecipato a operazioni mirate, ma senza schierare soldati sul terreno. L’eventuale invio di truppe trasformerebbe adesso la natura del conflitto. Non si tratterebbe più di una guerra “a distanza”, fatta di attacchi mirati e deterrenza, ma di uno scontro diretto, con occupazione di territori, maggiore esposizione delle forze e rischi molto più elevati di escalation.

Trump aveva precedentemente affermato di voler sospendere gli attacchi al settore energetico iraniano per altri 10 giorni, fino al 6 aprile, per consentire lo svolgimento dei negoziati. Ma i mediatori dei colloqui di pace hanno fatto sapere che l’Iran non ha richiesto questa sospensione e non ha fornito ancora una risposta al piano di 15 punti per far cessare la guerra. Intanto ieri il presidente Trump ha nuovamente rinviato la scadenza per la riapertura completa dello Stretto di Hormuz.

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