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Decreto fiscale, ora sui tagli alla transizione 5.0 il governo convoca un tavolo con le imprese. Il tentativo, dopo la delusione di Confindustria

29 Marzo 2026 - 11:42 Alba Romano
transizione 5.0
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Chi era in attesa delle agevolazioni subirà un taglio del 65% del credito d'imposta. Il tentativo di dialogo dopo le proteste del settore

 Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero per gli Affari europei Pnrr e Politiche di coesione, ha convocato per mercoledì 1 aprile, alle ore 11.00 a Palazzo Piacentini, un tavolo di confronto con le associazioni nazionali d’impresa sul credito d’imposta Transizione 5.0 per l’anno 2025, «dando seguito a quanto deciso dal Consiglio dei ministri nel corso dell’approvazione del Dl fiscale e conseguentemente preannunciato nel comunicato stampa di Palazzo Chigi di venerdì scorso». Lo comunica il ministero. 

L’ira di Confindustria

Nel decreto fiscale uscito ieri dal Consiglio dei ministri c’è una drastica riduzione degli incentivi di Transizione 5.0. Chi è rimasto in attesa delle agevolazioni, le stesse che l’esecutivo aveva più volte assicurato, subirà un taglio del 65% del credito d’imposta. Per esempio gli impegni sui fotovoltaici a più elevata efficienza, che le aziende erano state spinte ad acquistare, specialmente quelli italiani, non rientreranno più tra quelli agevolabili. Una mossa che ha scatenato l’ira di Confindustria. Il vicepresidente Marco Nocivelli sostiene che «penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso».

Giorgetti replica: colpa della guerra in Iran

Alle critiche ieri ha replicato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. «Avevamo una traiettoria, dei programmi di un certo tipo. Poi è successo un fatto al di fuori delle nostre possibilità, uno shock esterno paragonabile in termini prospettici a quello della crisi in Ucraina e che sostanzialmente induce a fare delle riflessioni rispetto a quello che dobbiamo fare, chi dobbiamo aiutare e chi dobbiamo incentivare». E aggiunge: «Dobbiamo decidere se le disponibilità devono andare a costoro o a favore delle imprese energivore piuttosto che delle aziende di trasporto o per i tagli alle accise».

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